Non è triste Venezia, nonostante la giornata non esattamente primaverile con una pioggerella fastidiosa nella mattinata. La Serenissima esprime pur sempre – eccome - un grande fascino con le sue storie e i suoi segreti ormai non più tali, la superba architettura, gondole eleganti senza tempo, echi di aristocrazia e di un popolo che non ci sono più. E allora, quando la sapiente guida ti conduce nelle antiche calli e mentre i veneziani (ormai tutti …vigili urbani) ti ricordano di “stare a destra” per non intralciare il traffico, per un attimo rivivi antiche stagioni e ti rendi conto, con un pizzico di nostalgia, che il tempo passa inesorabilmente. Qui si è fatta la storia ma in fondo la si sta facendo anche adesso; già, perché la cronaca è davvero “la prima bozza della storia”. Venezia la ricca e pragmatica, la Venezia dei commerci e dell’Oriente, delle regole chiare e dure, la Venezia dello zecchino d’oro ben poco musicale e mai facile. Già, i soldi. Qui, dove sono state inventate molte delle leggi della finanza, il Rotary (San Giorgio di Piano & Cento ma anche con altri amici di club cugini ed ospiti) trascorre una giornata bella e intensa, interessante e curiosa. Martedì 14 aprile. Prima mèta della trasferta in laguna è Palazzo Dolfin-Manin, capolavoro di architettura, affacciato sull’inimitabile Canal grande, ricco di arte e storia, prestigiosa sede della Banca d’Italia. Qui i soci della ruota vengono accolti da un grande amico oltre che grande professionista della finanza: il dottor Michele Benvenuti, responsabile della filiale veneta di Bankitalia, giunto a Venezia dopo aver ricoperto la carica di vice responsabile della Banca d’Italia di Bologna e poi di responsabile della filiale di Bolzano. A lui era stata chiesta una relazione che naturalmente svolge con estrema chiarezza rivelandosi utilissima alla conoscenza del particolare momento economico-finanziario del nostro Paese e del mondo intero. Prima dell’intervento lo salutano Giovanni Leporati (patron con Massimo Venturelli della splendida trasferta), Luca Bergonzini e Maurizio Trevisan presidenti, rispettivamente, dei club di San Giorgio, Cento e Venezia. Da buon lagunare, Trevisan puntualizzerà subito, applaudito, che “Vivere nel bello è un’esperienza unica che condividere è una missione”. Dunque Benvenuti: i dati principali dell’economia mondiale, nel 2025, non sono stati negativi nonostante i problemi ma “non si sono attenuati gli squilibri latenti” originati dai dazi, dai forti investimenti in IA (ma quale sarà la ricaduta?), la complessità dei mercati finanziari e l’inflazione negli Stati Uniti causata (ma guarda…) dai dazi trumpiani che hanno naturalmente colpito aziende e consumatori. Appunto come previsto. Da tutti tranne che dal tycoon americano che pensa bene, in questo 2026, di rincarare la dose con “le disgraziate guerre” grazie alle quali le previsioni di Pil ovviamente calano ovunque, compresa l’Italia (qui è 0,5%, dimezzato).
Che fare? Dalla globalizzazione, con le sue difficoltà e anche i suoi squilibri, non si può uscire perché “l’autarchia sarebbe impossibile”. L’Europa rimane la risposta, soprattutto in questo mondo così frammentato. Ne fanno fede, ricorda Benvenuti, gli studi di Draghi e Letta. Ma occorrono decisioni rapide e risorse finanziarie comuni: ciò che si fece, di simile, ai tempi del covid è una strada da percorrere. Dalla concretezza dei numeri e delle strategie economiche alla leggerezza dell’arte che si fa autentica bellezza: la visita guidata al palazzo, eccellente, entusiasma il gruppo che si attarda (per forza!) a scattare foto al vicino Ponte di Rialto. Dopo l’ottimo pranzo (tutti i salmi finiscono in gloria) a base di pesce of course, la truppa suddivisa in gruppetti segue le citate guide giustamente più propense a inoltrarsi in ambienti meno frequentati dai grandi flussi, quelli fatti dal campo appartato con il piccolo pozzo al centro di fronte all’immancabile chiesetta che ti accoglie per stupire svelandoti – è garantito - l’opera d’arte e con essa l’emozione che ti coglie se hai il cuore allenato dallo spirito e dal sentimento e la mente è sveglia e curiosa. Ma pensiero e sentimento si …mettono in moto anche più tardi sul vaporetto, di ritorno verso la terra ferma quando le rive in pietra d’Istria con i gloriosi palazzi veneziani da un lato e le isole dall’altro costringono a volgersi di qua e di là in una sorta di danza degli occhi, quasi per cercare informazioni ed emozioni, tracce di storia e frammenti di antiche realtà accennate dalla guida. L’acqua, qui, la fa da padrone, è la materia che origina e fonde passato e futuro.
Ma è ora di posare di nuovo i piedi sulla terraferma. Ma sì, ci sarà ancora un tempo per il sogno. Alberto Lazzarini