EVENTI DEL CLUB

16/04/2026: APPLICAZIONI DI INTELLIGENZA ARTIFICIALE PER IL RISK MANAGEMENT IN C

Relatore della serata Ing. Marco Pesci, CEO della ditta Xplora che sviluppa soluzioni avanzate di intelligenza artificiale e sensori per l’analisi accurata del sottosuolo. Erano ospiti il maggiore Massimo Costanzo comandante Carabinieri San Giovanni in Persiceto, l'Avv. Giuseppe Vicinelli sindaco di S. Agata, il tesoriere dell'ass. O.C.I.S. Stefano Bonazzi, e Davide Di Lello con Tancredi Lupo collaboratori delll'ing Pesci. Ha introdotto la serata il nostro socio Avv. Michele Montanari, uno dei fondatori dell'associazione O.C.I.S. (Osservatorio Cyber Intelligence Security) associazione con sede a Cento la cui missione è promuovere la cultura della sicurezza, dell'intelligence e delle nuove tecnologie emergenti, attraverso attività di ricerca, formazione e divulgazione. Il relatore ha iniziato evidenziando l’importanza della filiera italiana delle PMI, capaci di produrre prodotti avanzati e di qualità, esportabili dovunque.  È passato poi a parlare dell’intelligenza artificiale. Oggi si ha l'impressione che l'intelligenza artificiale sia una cosa modernissima, in realtà la sua nascita si può attribuire al famoso matematico inglese Alan Turing, durante i primi anni 50.

Adesso è il momento del massimo interesse per la I.A., ma si pensa che avrà un assestamento. Una cosa simile è successa con l'invenzione della stampa 3d additiva, che ha avuto una esplosione, fino ad arrivare al pensiero di stampare i maccheroni! ma poi si è stabilizzata ed ora viene usata solo per cose utili. La I. A. è la cosa migliore per elaborare moltissimi dati, raccoglierli velocemente da molte fonti, e dare una risposta alle nostre richieste. Non può sostituire l'immaginazione e la fantasia umane.  Sostanzialmente esistono due tipologie di I. A. La generativa, raccoglie tutti i dati possibili dal web per poi dare una risposta ad una nostra domanda od anche creare una cosa nuova. Il relatore ha fatto l’esempio in cui è stato chiesto di generare il telaio di un drone. La ricerca automatica nel web ha prodotto una forma ottimizzata, migliore di quella che poteva fare una persona.   Il secondo tipo di I. A. è uno strumento di tipo predittivo. Ha fatto l'esempio di una auto Tesla a guida automatica che si trova di fronte un bambino e deve scegliere se investirlo oppure andare fuori strada nel burrone e fare morire l'autista. La scelta sarà fatta dall'auto e l'uomo non può intervenire.   Parte di fondamentale importanza è il “dataset training”, ovvero l’insieme dei dati che vengono inseriti per l’apprendimento e l’addestramento della  I. A. Naturalmente se i dati sono sbagliati si crea un grosso problema. Purtroppo l’inserimento e l’addestramento dei dati non sono di nostro dominio. Questo lavoro viene ormai fatto esclusivamente negli Stati Uniti ed in Cina, che sono gli unici paesi ad avere le strutture ed i mezzi per farlo. Noi siamo dipendenti.  La I. A. ormai si trova nei telefoni, nelle auto, nei televisori moderni, quasi ovunque. Da tutti questi dispositivi possono venire raccolti i nostri dati; molto spesso a nostra insaputa. I pericoli da considerare sono molti, dall’introduzione di dati falsi al furto di dati sensibili. Per esempio una auto cinese di ultima generazione, con le sue telecamere, può vedere tutto quello che si trova sulle strade percorse e trasferire quello che vede in un server non si sa dove.  Un altro aspetto è la raccolta delle voci umane. Queste voci vengono poi usate per creare dei sistemi automatici (per esempio nelle telefonate) che usano un tono ed una empatia tali che non sono distinguibili da una persona umana.  Il relatore ha poi insistito molto sul “dual use” della tecnologia. ovvero l’uso sia civile che militare. Tempo fa la tecnologia militare era sempre un passo avanti e l’uso civile avveniva solo quando la tecnologia veniva desecretata. Oggi non è più così, ad esempio l’uso dei droni, costruiti con tecnologie civili alla portata di tutti, possono venire usati per scopi militari e velivoli che costano poche migliaia di Euro e causano danni milionari su basi militari, radar aerei, ecc...

Per finire l’ing Pesci ha parlato più specificamente dell’attività della sua azienda. Con l’uso di droni e specifici sensori, sono in grado di monitorare il sottosuolo per molteplici utilizzi. Per esempio possono fare mappature delle condutture sotterranee, cercare ordigni, tunnel nascosti ed anche risorse minerarie.  L’intelligenza artificiale viene poi usata per interpretare i risultati rilevati dai sensori, operazione molto complicata da fare in altro modo. Per concludere l’intelligenza artificiale è uno strumento da usare, ma non può sostituire completamente l’uomo.  È seguito un vivace dibattito con molte domande e considerazioni su quanto esposto. Ad esempio si è dibattuto sulla questione delle fake news; sul loro possibile uso per deviare l’intelligenza artificiale, o se è l’intelligenza artificiale che può scoprire le fake news. In effetti l’intelligenza artificiale può essere sia scudo che vittima, l’equilibrio è precario; è il senso critico umano che deve intervenire.  Il suono della campana ha posto fine alla interessante serata che è stata molto seguita.  Primo Zannoni

14/04/2026: L’ORO DI VENEZIA, GITA DEL ROTARY IN SALSA ECONOMICA E ARTISTICA

Non è triste Venezia, nonostante la giornata non esattamente primaverile con una pioggerella fastidiosa nella mattinata. La Serenissima esprime pur sempre – eccome - un grande fascino con le sue storie e i suoi segreti ormai non più tali, la superba architettura, gondole eleganti senza tempo, echi di aristocrazia e di un popolo che non ci sono più. E allora, quando la sapiente guida ti conduce nelle antiche calli e mentre i veneziani (ormai tutti …vigili urbani) ti ricordano di “stare a destra” per non intralciare il traffico, per un attimo rivivi antiche stagioni e ti rendi conto, con un pizzico di nostalgia, che il tempo passa inesorabilmente. Qui si è fatta la storia ma in fondo la si sta facendo anche adesso; già, perché la cronaca è davvero “la prima bozza della storia”.  Venezia la ricca e pragmatica, la Venezia dei commerci e dell’Oriente, delle regole chiare e dure, la Venezia dello zecchino d’oro ben poco musicale e mai facile. Già, i soldi. Qui, dove sono state inventate molte delle leggi della finanza, il Rotary (San Giorgio di Piano & Cento ma anche con altri amici di club cugini ed ospiti) trascorre una giornata bella e intensa, interessante e curiosa. Martedì 14 aprile. Prima mèta della trasferta in laguna è Palazzo Dolfin-Manin, capolavoro di architettura, affacciato sull’inimitabile Canal grande, ricco di arte e storia, prestigiosa sede della Banca d’Italia. Qui i soci della ruota vengono accolti da un grande amico oltre che grande professionista della finanza: il dottor Michele Benvenuti, responsabile della filiale veneta di Bankitalia, giunto a Venezia dopo aver ricoperto la carica di vice responsabile della Banca d’Italia di Bologna e poi di responsabile della filiale di Bolzano. A lui era stata chiesta una relazione che naturalmente svolge con estrema chiarezza rivelandosi utilissima alla conoscenza del particolare momento economico-finanziario del nostro Paese e del mondo intero. Prima dell’intervento lo salutano Giovanni Leporati (patron con Massimo Venturelli della splendida trasferta), Luca Bergonzini e Maurizio Trevisan presidenti, rispettivamente, dei club di San Giorgio, Cento e Venezia. Da buon lagunare, Trevisan puntualizzerà subito, applaudito, che “Vivere nel bello è un’esperienza unica che condividere è una missione”.   Dunque Benvenuti: i dati principali dell’economia mondiale, nel 2025, non sono stati negativi nonostante i problemi ma “non si sono attenuati gli squilibri latenti” originati dai dazi, dai forti investimenti in IA (ma quale sarà la ricaduta?), la complessità dei mercati finanziari e l’inflazione negli Stati Uniti causata (ma guarda…) dai dazi trumpiani che hanno naturalmente colpito aziende e consumatori. Appunto come previsto. Da tutti tranne che dal tycoon americano che pensa bene, in questo 2026, di rincarare la dose con “le disgraziate guerre” grazie alle quali le previsioni di Pil ovviamente calano ovunque, compresa l’Italia (qui è 0,5%, dimezzato).

Che fare? Dalla globalizzazione, con le sue difficoltà e anche i suoi squilibri, non si può uscire perché “l’autarchia sarebbe impossibile”. L’Europa rimane la risposta, soprattutto in questo mondo così frammentato. Ne fanno fede, ricorda Benvenuti, gli studi di Draghi e Letta. Ma occorrono decisioni rapide e risorse finanziarie comuni: ciò che si fece, di simile, ai tempi del covid è una strada da percorrere.   Dalla concretezza dei numeri e delle strategie economiche alla leggerezza dell’arte che si fa autentica bellezza: la visita guidata al palazzo, eccellente, entusiasma il gruppo che si attarda (per forza!) a scattare foto al vicino Ponte di Rialto.   Dopo l’ottimo pranzo (tutti i salmi finiscono in gloria) a base di pesce of course, la truppa suddivisa in gruppetti segue le citate guide giustamente più propense a inoltrarsi in ambienti meno frequentati dai grandi flussi, quelli fatti dal campo appartato con il piccolo pozzo al centro di fronte all’immancabile chiesetta che ti accoglie per stupire svelandoti – è garantito - l’opera d’arte e con essa l’emozione che ti coglie se hai il cuore allenato dallo spirito e dal sentimento e la mente è sveglia e curiosa.   Ma pensiero e sentimento si …mettono in moto anche più tardi sul vaporetto, di ritorno verso la terra ferma quando le rive in pietra d’Istria con i gloriosi palazzi veneziani da un lato e le isole dall’altro costringono a volgersi di qua e di là in una sorta di danza degli occhi, quasi per cercare informazioni ed emozioni, tracce di storia e frammenti di antiche realtà accennate dalla guida. L’acqua, qui, la fa da padrone, è la materia che origina e fonde passato e futuro.

Ma è ora di posare di nuovo i piedi sulla terraferma. Ma sì, ci sarà ancora un tempo per il sogno. Alberto Lazzarini