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07/05/2026: CENTRO SOFTWARE, UN'AZIENDA DI ALTA TECNOLOGIA NELLA CAMPAGNA CENTO-

Relatore della serata, il nostro socio Lorenzo Battaglini CEO presso Centro Software Spa.  Per iniziare Lorenzo ha presentato il suo ultimo libro "L'intelligenza artificiale che rivoluziona le PMI" scritto in collaborazione col suo socio Stefano Frascari. Insieme hanno pubblicato un libro in coincidenza con le più importanti evoluzioni socio-economiche dal 2000.   Il primo "la gestione della PMI nell'era della moneta unica";  il secondo "La gestione globale della PMI nell'era dell E-Business"; il terzo nel 2008 hanno scritto: "vincere la crisi in cinque mosse". Questo quarto libro coincide con l'avvenimento più importante degli ultimi anni, che è l'utilizzo massiccio dell'intelligenza artificiale (I.A.) ovunque. Tutte queste pubblicazioni sono dedicate alle piccole e medie aziende per il semplice motivo che in Italia sono più del 95%.   Ha poi spiegato cosa produce la sua azienda: software ERP (Enterprise Resource Planning). E' il software che serve per la gestione completa di tutte le attività di una azienda: commerciali (vendite, acquisti), controllo della produzione (della funzionalità delle macchine), della contabilità, ecc... Centro Software, che è nata nella profonda campagna ed ha concorrenti internazionali di enormi dimenioni, ha potuto prosperare ed espandersi, oltre che per le proprie indiscusse capacità, per la sua flessibilità e la capacità di adattarsi alle esigenze delle piccole e medie aziende. Centro Software è nata 38 anni fa, ha più di 300 dipendenti, ha filiali in molte città italiane ed un numero elevato di partners che vendono il suo prodotto. E' un software multilingue che viene installato anche in moltissimi paesi esteri  L'obiettivo principale da raggiungere è l'aumento della produttività, la I.A. viene inserita per questo scopo.  E' molto importante il buon rapporto con i dipendenti; ci ha fatto vedere un video prodotto interamente da loro, molto bello, che rappresenta una giornata di lavoro ed il loro impegno per soddisfare tutte le richieste dei clienti.  E' poi seguito un video girato in una moderna fabbrica di carta igienica. Centro Software ha curato tutta la gestione fin dall'inizio e si può vedere la grandissima automazione nella produzione e nella movimentazione del prodotto.

Siamo poi passati a parlare di I.A. Alla base della I.A. ci sono gli LLM (Large Language Model) che sono i modelli di apprendimento automatico ed inserimento dati. I grossi centri alla base di queste attività sono molto costosi e consumano moltissima energia. Normalmente si trovano negli USA e in Cina.   Quando si parla di I.A. più che attribuirle una vera intelligenza, si può assimilarla ad un "pappagallo stocastico" il quale basa le risposte essenzialmente sulle probabilità statistiche. Viene fornita di miliardi di informazioni, raccolte principalmente tramite internet, e quando viene interrogata dà la risposta che risulta la più probabile. Bisogna avere in mente che le domande devono essere fatte in maniera molto precisa, altrimenti si rischia di ricevere risposte anche assurde. Non esiste la bacchetta magica.  In Italia, ed anche altrove, molti progetti di inserimento della I.A. nelle aziende sono stati abbandonati e solo un 5% hanno ottenuto un vero vantaggio economico. Nonostante i molti fallimenti le applicazioni stanno crescendo moltissimo sia in Italia come pure in tutto il mondo. Usarla in modo utile non significa limitarsi a fare delle domande generiche, ad esempio come si può fare con Google usando Gemini. Il modo migliore  è di creare dei progetti limitati per risolvere i singoli problemi.  Al Centro Software sono stati creati vari strumenti. Ad esempio una interfaccia vocale per raccogliere ordini e interagire coi clienti. Si è creato uno strumento per salvare tutte le conoscenze e le esperienze storiche dei dipendenti più anziani, per renderle poi di conoscenza generale alle nuove generazioni . Ci ha mostrato un esempio per il controllo degli estratti conto bancari: "la riconciliazione dei pagamenti". Eseguirlo  manualmente porta via molto lavoro, ma con la I.A. si semplifica moltissimo e lascia il tempo agli impiegati per dedicarsi a compiti più utili e redditizi.   La I.A. inoltre può lavorare 24 ore su 24 e 7 giorni su 7 quindi, ad esempio, rispondere a richieste dei clienti indipendentemente dal fuso orario o dalle festività dei vari paesi del mondo. Alla fine della interessante relazione ci sono state molte domande ed approfondimenti sull'uso della I.A. Un esempio importante che è sorto è l'uso nella scuola e nell'apprendimento. E' uno strumento eccezionale se viene ben usato. Può servire per preparare le domande a chi studia e verificare e correggere le risposte; invece è un cattivo utilizzo usarla per scrivere un compito, ma  anche quando la usa l'insegnante per correggerlo!   

Il suono della campana ha posto fine all'interessante dibattito.  Primo Zannoni 

23/04/2026: CONSEGNA EROGATORI AL LICEO MORANDI

Questa mattina il Presidente Luca Bergonzini con Claudio Sabatini sono stati al Liceo Morandi di Finale Emilia (Mo) per la consegna ufficiale degli erogatori d’acqua Culligan che il nostro Club ha messo a disposizione dell’istituto accollandosene le spese di noleggio per 12 mesi. Ad attenderci la Dirigente scolastica, Dott.ssa Roberta Vincini, con le sue più strette collaboratrici.

Gli erogatori sono già funzionanti da alcune settimane con il gradimento di tutti gli studenti ed insegnanti: ci hanno detto che è un vero successo.

16/04/2026: APPLICAZIONI DI INTELLIGENZA ARTIFICIALE PER IL RISK MANAGEMENT IN C

Relatore della serata Ing. Marco Pesci, CEO della ditta Xplora che sviluppa soluzioni avanzate di intelligenza artificiale e sensori per l’analisi accurata del sottosuolo. Erano ospiti il maggiore Massimo Costanzo comandante Carabinieri San Giovanni in Persiceto, l'Avv. Giuseppe Vicinelli sindaco di S. Agata, il tesoriere dell'ass. O.C.I.S. Stefano Bonazzi, e Davide Di Lello con Tancredi Lupo collaboratori delll'ing Pesci. Ha introdotto la serata il nostro socio Avv. Michele Montanari, uno dei fondatori dell'associazione O.C.I.S. (Osservatorio Cyber Intelligence Security) associazione con sede a Cento la cui missione è promuovere la cultura della sicurezza, dell'intelligence e delle nuove tecnologie emergenti, attraverso attività di ricerca, formazione e divulgazione. Il relatore ha iniziato evidenziando l’importanza della filiera italiana delle PMI, capaci di produrre prodotti avanzati e di qualità, esportabili dovunque.  È passato poi a parlare dell’intelligenza artificiale. Oggi si ha l'impressione che l'intelligenza artificiale sia una cosa modernissima, in realtà la sua nascita si può attribuire al famoso matematico inglese Alan Turing, durante i primi anni 50.

Adesso è il momento del massimo interesse per la I.A., ma si pensa che avrà un assestamento. Una cosa simile è successa con l'invenzione della stampa 3d additiva, che ha avuto una esplosione, fino ad arrivare al pensiero di stampare i maccheroni! ma poi si è stabilizzata ed ora viene usata solo per cose utili. La I. A. è la cosa migliore per elaborare moltissimi dati, raccoglierli velocemente da molte fonti, e dare una risposta alle nostre richieste. Non può sostituire l'immaginazione e la fantasia umane.  Sostanzialmente esistono due tipologie di I. A. La generativa, raccoglie tutti i dati possibili dal web per poi dare una risposta ad una nostra domanda od anche creare una cosa nuova. Il relatore ha fatto l’esempio in cui è stato chiesto di generare il telaio di un drone. La ricerca automatica nel web ha prodotto una forma ottimizzata, migliore di quella che poteva fare una persona.   Il secondo tipo di I. A. è uno strumento di tipo predittivo. Ha fatto l'esempio di una auto Tesla a guida automatica che si trova di fronte un bambino e deve scegliere se investirlo oppure andare fuori strada nel burrone e fare morire l'autista. La scelta sarà fatta dall'auto e l'uomo non può intervenire.   Parte di fondamentale importanza è il “dataset training”, ovvero l’insieme dei dati che vengono inseriti per l’apprendimento e l’addestramento della  I. A. Naturalmente se i dati sono sbagliati si crea un grosso problema. Purtroppo l’inserimento e l’addestramento dei dati non sono di nostro dominio. Questo lavoro viene ormai fatto esclusivamente negli Stati Uniti ed in Cina, che sono gli unici paesi ad avere le strutture ed i mezzi per farlo. Noi siamo dipendenti.  La I. A. ormai si trova nei telefoni, nelle auto, nei televisori moderni, quasi ovunque. Da tutti questi dispositivi possono venire raccolti i nostri dati; molto spesso a nostra insaputa. I pericoli da considerare sono molti, dall’introduzione di dati falsi al furto di dati sensibili. Per esempio una auto cinese di ultima generazione, con le sue telecamere, può vedere tutto quello che si trova sulle strade percorse e trasferire quello che vede in un server non si sa dove.  Un altro aspetto è la raccolta delle voci umane. Queste voci vengono poi usate per creare dei sistemi automatici (per esempio nelle telefonate) che usano un tono ed una empatia tali che non sono distinguibili da una persona umana.  Il relatore ha poi insistito molto sul “dual use” della tecnologia. ovvero l’uso sia civile che militare. Tempo fa la tecnologia militare era sempre un passo avanti e l’uso civile avveniva solo quando la tecnologia veniva desecretata. Oggi non è più così, ad esempio l’uso dei droni, costruiti con tecnologie civili alla portata di tutti, possono venire usati per scopi militari e velivoli che costano poche migliaia di Euro e causano danni milionari su basi militari, radar aerei, ecc...

Per finire l’ing Pesci ha parlato più specificamente dell’attività della sua azienda. Con l’uso di droni e specifici sensori, sono in grado di monitorare il sottosuolo per molteplici utilizzi. Per esempio possono fare mappature delle condutture sotterranee, cercare ordigni, tunnel nascosti ed anche risorse minerarie.  L’intelligenza artificiale viene poi usata per interpretare i risultati rilevati dai sensori, operazione molto complicata da fare in altro modo. Per concludere l’intelligenza artificiale è uno strumento da usare, ma non può sostituire completamente l’uomo.  È seguito un vivace dibattito con molte domande e considerazioni su quanto esposto. Ad esempio si è dibattuto sulla questione delle fake news; sul loro possibile uso per deviare l’intelligenza artificiale, o se è l’intelligenza artificiale che può scoprire le fake news. In effetti l’intelligenza artificiale può essere sia scudo che vittima, l’equilibrio è precario; è il senso critico umano che deve intervenire.  Il suono della campana ha posto fine alla interessante serata che è stata molto seguita.  Primo Zannoni

14/04/2026: L’ORO DI VENEZIA, GITA DEL ROTARY IN SALSA ECONOMICA E ARTISTICA

Non è triste Venezia, nonostante la giornata non esattamente primaverile con una pioggerella fastidiosa nella mattinata. La Serenissima esprime pur sempre – eccome - un grande fascino con le sue storie e i suoi segreti ormai non più tali, la superba architettura, gondole eleganti senza tempo, echi di aristocrazia e di un popolo che non ci sono più. E allora, quando la sapiente guida ti conduce nelle antiche calli e mentre i veneziani (ormai tutti …vigili urbani) ti ricordano di “stare a destra” per non intralciare il traffico, per un attimo rivivi antiche stagioni e ti rendi conto, con un pizzico di nostalgia, che il tempo passa inesorabilmente. Qui si è fatta la storia ma in fondo la si sta facendo anche adesso; già, perché la cronaca è davvero “la prima bozza della storia”.  Venezia la ricca e pragmatica, la Venezia dei commerci e dell’Oriente, delle regole chiare e dure, la Venezia dello zecchino d’oro ben poco musicale e mai facile. Già, i soldi. Qui, dove sono state inventate molte delle leggi della finanza, il Rotary (San Giorgio di Piano & Cento ma anche con altri amici di club cugini ed ospiti) trascorre una giornata bella e intensa, interessante e curiosa. Martedì 14 aprile. Prima mèta della trasferta in laguna è Palazzo Dolfin-Manin, capolavoro di architettura, affacciato sull’inimitabile Canal grande, ricco di arte e storia, prestigiosa sede della Banca d’Italia. Qui i soci della ruota vengono accolti da un grande amico oltre che grande professionista della finanza: il dottor Michele Benvenuti, responsabile della filiale veneta di Bankitalia, giunto a Venezia dopo aver ricoperto la carica di vice responsabile della Banca d’Italia di Bologna e poi di responsabile della filiale di Bolzano. A lui era stata chiesta una relazione che naturalmente svolge con estrema chiarezza rivelandosi utilissima alla conoscenza del particolare momento economico-finanziario del nostro Paese e del mondo intero. Prima dell’intervento lo salutano Giovanni Leporati (patron con Massimo Venturelli della splendida trasferta), Luca Bergonzini e Maurizio Trevisan presidenti, rispettivamente, dei club di San Giorgio, Cento e Venezia. Da buon lagunare, Trevisan puntualizzerà subito, applaudito, che “Vivere nel bello è un’esperienza unica che condividere è una missione”.   Dunque Benvenuti: i dati principali dell’economia mondiale, nel 2025, non sono stati negativi nonostante i problemi ma “non si sono attenuati gli squilibri latenti” originati dai dazi, dai forti investimenti in IA (ma quale sarà la ricaduta?), la complessità dei mercati finanziari e l’inflazione negli Stati Uniti causata (ma guarda…) dai dazi trumpiani che hanno naturalmente colpito aziende e consumatori. Appunto come previsto. Da tutti tranne che dal tycoon americano che pensa bene, in questo 2026, di rincarare la dose con “le disgraziate guerre” grazie alle quali le previsioni di Pil ovviamente calano ovunque, compresa l’Italia (qui è 0,5%, dimezzato).

Che fare? Dalla globalizzazione, con le sue difficoltà e anche i suoi squilibri, non si può uscire perché “l’autarchia sarebbe impossibile”. L’Europa rimane la risposta, soprattutto in questo mondo così frammentato. Ne fanno fede, ricorda Benvenuti, gli studi di Draghi e Letta. Ma occorrono decisioni rapide e risorse finanziarie comuni: ciò che si fece, di simile, ai tempi del covid è una strada da percorrere.   Dalla concretezza dei numeri e delle strategie economiche alla leggerezza dell’arte che si fa autentica bellezza: la visita guidata al palazzo, eccellente, entusiasma il gruppo che si attarda (per forza!) a scattare foto al vicino Ponte di Rialto.   Dopo l’ottimo pranzo (tutti i salmi finiscono in gloria) a base di pesce of course, la truppa suddivisa in gruppetti segue le citate guide giustamente più propense a inoltrarsi in ambienti meno frequentati dai grandi flussi, quelli fatti dal campo appartato con il piccolo pozzo al centro di fronte all’immancabile chiesetta che ti accoglie per stupire svelandoti – è garantito - l’opera d’arte e con essa l’emozione che ti coglie se hai il cuore allenato dallo spirito e dal sentimento e la mente è sveglia e curiosa.   Ma pensiero e sentimento si …mettono in moto anche più tardi sul vaporetto, di ritorno verso la terra ferma quando le rive in pietra d’Istria con i gloriosi palazzi veneziani da un lato e le isole dall’altro costringono a volgersi di qua e di là in una sorta di danza degli occhi, quasi per cercare informazioni ed emozioni, tracce di storia e frammenti di antiche realtà accennate dalla guida. L’acqua, qui, la fa da padrone, è la materia che origina e fonde passato e futuro.

Ma è ora di posare di nuovo i piedi sulla terraferma. Ma sì, ci sarà ancora un tempo per il sogno. Alberto Lazzarini 

09/04/2026: UN BALSAMO, QUELL’ACETO

E’ la passione di molti palati, vanta una grande tradizione e un “percorso di crescita” straordinario. Ed è esclusivamente e gelosamente nostro. Stiamo parlando dell’aceto balsamico, anche tradizionale naturalmente, di Modena, oltre che di Reggio, oggetto della bellissima serata di giovedì 9 aprile al nostro club. Protagonista, dunque, questo prodotto di eccellenza della terra emiliana che, si è scoperto, in origine era chiamato “aceto ferrarese” ma che poi, con il trasferimento a Modena degli Estensi a fine ‘500 (non esattamente gradito), ha preso altre denominazioni. Chi ci ha fatto conoscere realtà e segreti di questo superbo aceto sui generis, amatissimo (e costosissimo) è stato Marco Gabrielli, superbravo, dirigente di Acetum, azienda leader nel settore della produzione di aceto balsamico di Modena IGP. Gli erano a fianco il presidente Luca Bergonzini e la presidente incoming Cristina Ghelfi, una sommelier come Gabrielli.

La storia individua l’aceto già prima di Cristo con i legionari che se lo portano appresso fra una guerra e l’altra un po’ come condimento saporito e un po’ come farmaco. Ci penserà Matilde a farne un prodotto per vip, donandolo all’imperatore Enrico II. Qualche secolo più tardi gli estensi creano “i loro aceti” e Lucrezia, a proposito di mode, introduce fra i nobili l’usanza di un cucchiaino al dì (“che fa bene alla salute”). Ma è nel ‘700 che nella nuova capitale Modena inizia a imperversare la fornitissima cantina ducale a fianco dell’attuale Accademia. Anche la borghesia, intanto, comincia ad amare l’aceto e così nasce la tradizione delle botticelle (5 0 7 di legno rigorosamente diverso e digradante) come dote per le femmine di famiglia. Più tardi si creerà anche per la laurea.

Dalle soffitte di casa all’industria il passaggio è abbastanza recente grazie anche alle consorterie: ecco allora produzione & consumo di aceto balsamico e aceto balsamico tradizionale o di Modena o di Reggio DOP e IGP. I disciplinari sono ben diversi, come la quantità prodotta: 100 milioni di litri il primo e 16.800 il secondo. Il tutto muove oltre un miliardo di euro, una benedizione per la nostra economia. Fortissimo l’export. A quali cibi abbinare questo oro nero? Parmigiano-reggiano, paste ripiene, carne soprattutto di manzo, fragole e crema.  Una bontà, comunque e dovunque lo giri. Alberto Lazzarini

26/03/2026: TURISTA O VIAGGIATORE ? INCONTRI INASPETTATI

L’amico centese Paolo Gobbo ci ha sollecitati con una interessante presentazione. Al termine di una brillante carriera lavorativa che lo ha visto ricoprire ruoli di vertice in importanti aziende, raggiunta la pensione, sistemati i figli, Paolo ha deciso di viaggiare per approfondire la conoscenza del mondo.   Ha visitato 53 Paesi in ogni area del globo. 53 bandiere a ricordo dei luoghi visitati costituiscono un singolare complemento di arredo della sua abitazione.   Nei suoi viaggi Paolo non ha voluto limitarsi a fare il turista: ha deciso di viaggiare scegliendo percorsi, tempi e modalità di soggiorno nei luoghi visitati. Questo a volte ha determinato la possibilità/necessità di essere ospite di abitanti del luogo con i quali ha condiviso per brevi periodi stili di vita e abitudini. Una costante che ha sempre trovato nei paesi meno occidentalizzati (Africa, Indocina, Thailandia…) è stata il grande senso di ospitalità e la presenza di tanti bambini sempre sorridenti pur in condizioni di vita per noi sicuramente difficili.

Fra gli incontri di viaggio, uno in particolare ha cambiato il modo di vivere e di agire di Paolo. In Madagascar è venuto a contatto con l’associazione ODV Amici di Ampasilava. Questa associazione ha origini nel nostro territorio essendo stata fondata nel 2006 dal dott. Pasotto di Castello d’Argile. Paolo ne è diventato membro e opera come volontario, fornendo supporto organizzativo e logistico sia in Italia che sul posto.   Il presidente dell’associazione Vito Pedrazzi ci ha descritto come è strutturata e opera l’associazione, fornendoci dati impressionanti sull’attività svolta. Amici di Ampasilava ha costruito e inaugurato nel 2008 l’ospedale VEZO che offre prestazioni sanitarie gratuite a tutta la popolazione locale. Oltre mille volontari hanno contribuito negli anni a garantire un servizio sanitario accessibile a tutti. Più di 350.000 accessi alla struttura e tante vite salvate rappresentano un significativo bilancio dell’attività.   La gestione della struttura costa circa 150.000 euro all’anno, raccolti attraverso iniziative e donazioni di numerosi sostenitori.

Un ruolo chiave è svolto da professionisti sanitari volontari che prestano servizio gratuito, alternandosi per periodi fino ad un massimo di tre mesi (durata massima del visto di ingresso in Madagascar). Dalle adesioni al progetto di sempre più persone e dai contributi che vengono inviati dipende il consolidamento e il continuo miglioramento dell’ospedale e dei servizi offerti.

Per chi desiderasse sostenere con una donazione l’iniziativa, riportiamo di seguito l’IBAN per un versamento.

C/C Emil Banca

IBAN: IT55L0707202403000000094597

CAUSALE: Donazione 

19/03/2026: ROTARY E CROCE ROSSA

Giovedì 19 marzo Villa Chiarelli ha ospitato un interessante caminetto durante il quale tre volontari del comitato Cento-Bondeno della Croce Rossa Italiana, capitanati dal loro presidente Francesco Nocera, ci hanno intrattenuto descrivendo le molteplici attività dell’associazione.  Si tratta di volontari che prestano il loro servizio sul territorio locale, intervenendo però in caso di calamità anche su tutto il territorio nazionale in modo rapido e coordinato dalla grande organizzazione della CRI.   È stato sottolineato l’aspetto del volontariato, vera e propria struttura portante delle varie forme assistenziali. Per i loro interventi e il tanto tempo dedicato non percepiscono alcun compenso. Il comitato Cento – Bondeno conta più di 100 volontari. Fra le innumerevoli iniziative formative è stata ricordata con particolare soddisfazione e orgoglio quella rivolta a bambini della scuola materna ai quali è stato insegnato, con risultati entusiasmanti, ad utilizzare il numero unico delle emergenze 112.

La serata è stata poi la conclusione di un percorso fatto dal nostro Club con la Croce Rossa. Sono stati consegnati gli attestati di partecipazione all’utilissimo e apprezzato corso su BLS (Basic Life Support) e manovre di disostruzione su adulto e bambino, organizzato per i soci del nostro Club e tenutosi il 21 febbraio scorso presso la Gipsoteca Vitali. Un vivace e partecipato confronto su volontariato, sanità, sicurezza ha animato la serata conclusa con l’auspicio di ripetere insieme iniziative di formazione e sensibilizzazione rivolte al territorio. 

12/03/2026: PREMIO VOLONTARIATO

Il Rotary di Cento ha consegnato, giovedì 12 marzo scorso, l’annuale “Premio al volontariato” alla delegazione di Crevalcore della Fondazione per la ricerca sulla fibrosi cistica, una grave malattia genetica che colpisce l’apparato respiratorio. L’associazione è attiva nella zona grazie anzitutto all’impegno dei coniugi Giuseppe Tarpeo e Monia Mazzanti che la crearono poco dopo aver appreso che il loro figlio Tommaso era affetto da questa patologia che comporta, per i genitori, enormi sacrifici, personali ed economici.   All’incontro, condotto dal presidente del club Luca Bergonzini, è intervenuta anche Virginia Fiori, trentasei anni, bellissima testimonial della Campagna della fondazione nazionale presieduta da Matteo Marzotto che alcuni anni fa, sempre al Rotary di Cento, aveva fatto conoscere la malattia e i tanti aspetti ad essa collegati; una malattia che colpisce circa 6000 persone in Italia e che fino a non molto tempo fa non lasciava vivere oltre i 35 anni. Ma ora, grazie alla ricerca, l’attesa di vita si è decisamente allungata. La Fiori ha narrato la sua personale esperienza partendo dal 2018 quando un’equipe medica le diede appena due anni, ancora, di vita. Si pensò a un trapianto di polmoni e rimase in lista di attesa ma nel frattempo poté accedere a un programma terapeutico che contemplava e contempla l’assunzione di un farmaco americano che sta offrendo enormi risultati. La scienza, intanto, sta facendo passi da gigante e va naturalmente sostenuta. Sono in corso, è stato annunciato, importanti studi inerenti la terapia genica. Alberto Lazzarini

26/02/2026: VISITA ALL’HANGAR DEL GRUPPO “MAZALORA”

19/02/2026: INCONTRO CON CLEMENTE INGENITO

Ospite della serata una persona eccezionale. Clemente Ingenito originario di Roma, ora residente a Maranello, ha avuto una carriera veramente fuori dal comune. Appassionato di aerei fin da bambino, ha conseguito il brevetto da pilota giovanissimo, poi si è arruolato nella Marina Militare frequentando l’Accademia Navale di Livorno. Dopo aver vinto un concorso per ufficiali piloti, parte per gli Stati Uniti dove frequenta la scuola per piloti della Marina Americana. Scuola molto dura e selettiva che riesce a superare ed a diventare pilota degli aerei della marina, quelli che atterrano sulle portaerei (si dice “appontaggio”). Ci ha mostrato un video preso dalla cabina dell’aereo dove si vede dall’alto la portaerei piccolissima che si avvicina velocemente e poi viene centrata con precisione per l’atterraggio, nonostante il movimento della nave e del mare; veramente impressionante. Dopo l’esperienza americana è tornato in Italia ed ha svolto diverse missioni con la Marina Militare Italiana: nella guerra del Golfo, in Somalia, Albania e Kossovo. Attualmente è diventato pilota civile, comandante di Airbus per la compagnia ITA Airways. Si è anche laureato in psicologia.

E’ stato presidente del Rotary Club di Sassuolo, assistente del governatore ed attualmente è responsabile regionale e consigliere nazionale per il programma dello scambio giovani RYE.  Ha svolto una relazione profonda e coinvolgente, mettendo in primo piano i valori che fanno crescere le persone, con particolare attenzione ai giovani.   Ha evidenziato i valori del Rotary: l'amicizia, l'integrità, la diversità, la leadership, il service. Valori importanti da trasmettere soprattutto ai giovani. I giovani vanno coinvolti con esempi di vita e bisogna trovare il modo di "volare insieme".  Il mondo è fatto di instabilità, come lo è il movimento del mare, il movimento non si combatte, ma è un'informazione di cui tenere conto. Dobbiamo ricordare che non siamo soli, ma è il lavoro di squadra che ci permette di volare. Ha poi parlato del coraggio. Il coraggio nasce dalla responsabilità di sapere cosa si può fare, serve la preparazione e la conoscenza delle regole. Il coraggio non esclude la paura; diffidare di chi dice che non ha mai avuto paura. Il primo passo è un atto di fiducia, poi bisogna avere una squadra, non rimanere da soli ed occorre la capacità di "provare". Importante è l'addestramento e fare esperienze. Ci ha raccontato di quanto fosse duro l'addestramento nella base americana, anche fatica fisica, come ad esempio nuotare per un miglio con addosso la tuta da pilota.  E' poi importante conoscere i propri limiti, che non vanno superati, ma che grazie all'esperienza si possono migliorare. 

Il rischio maggiore per il pilota è quello di non capire cosa si sta facendo. E' poi fondamentale la comunicazione con i piloti, è importante la voce ed anche il tono che si usa. La torre di controllo rimane un punto di riferimento importantissimo, è la guida fondamentale. Ci ha poi raccontato il valore del "debriefing". Dopo ogni esercitazione od intervento, ci si trova tutti in una sala per discutere di come è stato svolto il lavoro. Questo non per colpevolizzare o criticare qualcuno, ma per discutere come imparare da quello che è successo e come possibilmente migliorare le prossime operazioni.  Durante tutta la relazione ci ha mostrato bellissimi filmati con atterraggi, decolli e voli degli aerei sui quali ha lavorato.

Il nostro ospite ha anche molto insistito sull'importanza del programma di scambio giovani del Rotary, che permette ai partecipanti di crescere le proprie conoscenze, imparare le diversità e contribuisce a diffondere la pace fra i paesi.

Il relatore ha anche pubblicato 2 libri. "Piloti di sé stessi" e "Fly Buddy in volo con Balù", di cui aveva portato diverse copie che sono andate a ruba!  Il primo libro racconta in modo appassionante le sue esperienze di pilota, il secondo è un romanzo legato alle sue esperienze di vita.

Dopo i meritati applausi è seguito il dibattito, e tutti si sono complimentati col relatore ed hanno proposto di continuare a diffondere queste esperienze di vita e farle conoscere il più possibile, anche nelle scuole.    Primo Zannoni

12/02/2026: LA BOTTEGA DELL’IMPRENDITORE GUERCINO

Una serata dedicata all’ ”azienda” della massima gloria centese

Relatrice Barbara Ghelfi – Il ruolo del “Libro dei conti”.

Dell’imprenditore Guercino (sì, non è un errore), titolare di un’avviatissima bottega d’arte in pieno ‘600, si è parlato giovedì scorso nell’affollato interclub con gli amici del San Giorgio di Piano alla presenza di alcuni importanti ospiti, a loro volta grandi esperti del nostro Giovanni Francesco Barbieri, come Fausto Gozzi già direttore dei musei centesi e Gianni e Cristina Fava noti collezionisti d’arte.  A descrivere la feconda e poco conosciuta attività della Bottega guerciniana era stata chiamata Barbara Ghelfi docente di arte all’Università di Bologna, ben conosciuta e apprezzata esperta della pittura (e non solo) dell’età barocca, autrice di molte pubblicazioni scientifiche e relatrice in seminari e congressi. Accanto a lei il presidente del club Luca Bergonzini che ha presentato la principale ospite della serata e Salvatore Amelio che ha introdotto i lavori facendo anzitutto riferimento al “Libro dei conti”, documento davvero fondamentale, prezioso, per conoscere l’attività del Guercino e dei suoi collaboratori, pubblicato nel 1997 dalla Fondazione CariCento. E’ difficile, oggi, trovarne delle copie: ce ne sono ad esempio su EBay ma a un costo superiore a 100 euro.

Dunque la bottega del Guercino: la Ghelfi ha ricordato come fosse organizzata al pari di una vera e propria azienda che produceva quadri (con soggetti diversificati, come vedremo) e che aveva la punta di diamante naturalmente in Guercino, ma affiancato da altri grandi artisti a cominciare dai suoi parenti, i Gennari, e dal fratello Paolo Antonio che, in più, ebbe un compito extra di primo piano: gestire il citato ”Libro dei conti”; lo fece dal 1629 al 1649, anno in cui morì; dopo, fino al 1666, fu lo stesso Guercino ad aggiornarlo. Nel documento venivano indicati, in particolare, gli ordini eseguiti, i committenti, i soggetti dell’opera e il compenso ricevuto. Appunto i conti: Guercino pare fosse molto… sensibile al tema. Non divenne mai ricco ma certamente benestante e investì in terreni attorno a Cento dove a lungo ebbe la sede operativa per poi spostarla a Bologna dopo aver operato in gioventù anche a Roma al seguito del papa bolognese Gregorio XV Ludovisi, suo protettore. Grazie al libro (che Denis Mahon, massimo studioso del Guercino, teneva sempre con sé), si hanno quindi notizie certe di centinaia di opere dell’artista e della bottega. Ciononostante altri quadri non vennero annotati, ha rilevato la Ghelfi: ad esempio quelli donati, o quelli non consegnati o, ancora, le opere destinate alla famiglia o addirittura alcuni quadri dimenticati. Infatti ci sono altri documenti che attestano queste realizzazioni “aggiuntive”. Di rilevo, poi, il tema della diversificazione: le opere avevano come soggetto un paesaggio, oppure una natura morta o magari una figura o una pala d’altare a carattere sacro. E i vari pittori della Bottega (anche una quindicina) si specializzavano in un particolare genere. Spesso venivano effettuate anche copie, richiestissime. Guercino intanto dirigeva, dipingeva e disegnava, sempre e ovunque: una passione nata da un talento straordinario che ha fatto germogliare altre indiscusse professionalità.

Nel corso dell’incontro, molto apprezzato, ha fatto l’ingresso nel club il nuovo socio Simone Bulleri, ingegnere, dirigente d’azienda, già ottimo giocatore di basket. Benvenuto Simone!   Alberto Lazzarini

10/02/2026: IL FUTURO DELL'INDUSTRIA TECNOLOGICA IN EMILIA ROMAGNA

Dopo l'introduzione di Giovanni Leporati, Presidente del Club ospite, "San Giorgio di Piano - Giulietta Masina", ha preso la parola Vincenzo Colla, Vicepresidente dell'Emilia Romagna, con deleghe a: sviluppo economico, energia, formazione professionale, Università e ricerca.  Il relatore per prima cosa ha posto l'accento sulla inedita situazione geopolitica in cui ci troviamo, che impatta pesantemente anche sulla situazione economica. Ha ricordato che le sanzioni contro la Russia hanno avuto un impatto negativo ad esempio sull'industria della moda, come pure un impatto negativo sulla nostra economia lo causa l'introduzione di nuovi dazi da parte degli Stati Uniti; ma in questo caso gli effetti si possono attutire perché produciamo prodotti di alta qualità che hanno meno concorrenza. Più preoccupante è la concorrenza della Cina che, con il rallentamento dell'esportazione verso gli USA, riverserà nel nostro continente moltissimi prodotti che ora non sono più, come in passato, di basso valore, ma sono prodotti tecnologicamente avanzati che inoltre vengono venduti a prezzi super concorrenziali. In queste condizioni l'Europa deve fare una svolta importante. Deve conseguire una sovranità tecnologica, senza la quale si avrà una decadenza generale che inciderà anche sul welfare e sulla tenuta democratica. Per fortuna qualcosa si sta muovendo, si comincia a parlare di "Bussola Competitiva" i cui componenti principali sono: autonomia chimica, autonomia acciaio, energia, intelligenza artificiale, competenze, medicina e farmaceutica. Per ottenere questo, come ha detto anche Mario Draghi, occorrono almeno 800 miliardi che si possono recuperare, non certo dai bilanci dei singoli paesi, ma dal mercato finanziario europeo, come è stato fatto col PNRR.

L'Emilia Romagna è una regione votata all'esportazione che produce un valore aggiunto importante, ma dobbiamo tenere presente il rischio che rappresentano le grosse industrie tecnologiche della famosa "Silicon Valley". Per esempio l'azienda Nvidia ha un capitale di 3000 miliardi che supera il pil dell'Italia, ma che è ottenuto con solo 800.000 dipendenti, mentre il nostro pil è ottenuto da 24 milioni di occupati. Amazon, oltre alla distribuzione, sta cominciando a produrre in proprio. In queste condizioni il pericolo dell'effetto schiacciamento è reale ed è l'Europa nel suo insieme che deve reagire, l'Italia da sola rimane un puntino nel mondo. Per fortuna nella nostra regione abbiamo anche fattori molto positivi, ad esempio il Tecnopolo dove c'è il più grande computer europeo per lo studio del clima, poi il progetto Leonardo del Cineca, supercomputer per l'Intelligenza Artificiale orientata al manufacturing. Un investimento di 430 milioni, metà proveniente dall'Europa. Anche grazie a queste capacità è arrivata a Bologna l'Università dell'ONU (ce ne sono solo14 al mondo). L'assessore ha poi posto l'accento, visto anche la demografia piatta, sulla necessità di trattenere ed anche fare rientrare le migliaia di giovani, in gran parte diplomati o laureati che vanno a lavorare all'estero e quindi fornire le condizioni per il ritorno, oltre a quelle economiche anche quelle abitative; la Regione sta investendo sul recupero di stabili abbandonati e si propone gli strumenti per incentivare la messa sul mercato delle migliaia di case sfitte che esistono. 

Secondo intervento, Daniele Vacchi Direttore Corporate Communication del gruppo IMA e Presidente Associazione Museo del Patrimonio Industriale di Bologna. Daniele Vacchi è Director della Fondazione ITS Maker. Si è dilungato a parlare degli ITS che è l'acronimo di "Istituti Tecnici Superiori". Sono scuole biennali di formazione per materie tecniche, hanno una durata di circa 2000 ore e prevedono un tirocinio presso le aziende. Si accede a questi corsi con un diploma di scuola media superiore. Molti degli insegnanti provengono dalle aziende, e i diplomati di questi corsi trovano una occupazione molto facilmente, spesso nelle stesse aziende in cui hanno fatto il tirocinio. La produzione meccanica è per l'Emilia Romagna il principale produttore di ricchezza. Le macchine automatiche, di cui l'Emilia Romagna è uno dei primi produttori mondiali, vengono esportate in tutto il mondo. Ora si pone la necessità di un salto di qualità. Oltre alla meccanica bisogna applicare i sistemi digitali per mantenere il controllo da remoto delle macchine. I servizi digitali, saranno il cuore dei prossimi prodotti.

E' seguito un intenso dibattito in cui si sono approfonditi alcuni aspetti, fra i quali anche le frizioni che ci sono state fra ITS ed Università, in quanto talvolta le Università hanno visto gli ITS come concorrenti che potevano sottrarre degli studenti. In realtà occorre una collaborazione maggiore perchè entrambe le istituzioni hanno i loro meriti e le loro aree di intervento. Primo Zannoni

22/01/2026: FAAC, UN’IMPRESA DIVERSA

La storia speciale e per certi aspetti unica di FAAC è stata descritta in modo efficace e accattivante dall’avvocato Andrea Moschetti, Presidente e Amministratore Delegato della società, in una piacevole serata che ci ha visti riuniti a Villa Chiarelli.

Tutto inizia si può dire per caso, da una disavventura occorsa a Giuseppe Manini, il fondatore, quando ancora ragazzo subisce il furto della bicicletta che aveva lasciato nella rastrelliera nel cortile di casa con il cancello aperto.  Questo fatto lo stimola a cercare un sistema per la chiusura automatica dei cancelli. Prende un cilindro, un pistone e un tubo di gomma che collega all’acqua condominiale, apre il rubinetto e…il cancello si chiude.   Da qui Manini sviluppa il sistema oleodinamico che nel 1965 porta alla nascita di FAAC e della storia dell’automazione dei cancelli.   Il prodotto innovativo, di grande qualità e affidabilità, risponde ad una esigenza sentita e ha una crescente diffusione, decretando un rapido successo per l’azienda che si sviluppa rapidamente.

Il fondatore muore precocemente e il figlio Michelangelo, ancora giovane e con predisposizioni diverse dal padre, non ha l’attitudine dell’imprenditore. Decide quasi inaspettatamente di non passare la mano, come molti si aspettavano, ma di continuare come “investitore”. Costruisce una valida struttura manageriale che sarà in grado di continuare e sviluppare l’attività.   Lo scopo è quello di dotare l’azienda di una struttura in grado di garantirne la sopravvivenza e lo sviluppo, anche in assenza dell’imprenditore.   La scommessa è vinta e la storia di FAAC continua con successo.   Anche il figlio, come il padre, ha vita breve e l’azienda deve affrontare altri cambiamenti. Ma la struttura è solida ed in grado di sopportare gli scossoni.   Ancora una volta ci si aspetta che ci sia un passaggio di mano. Invece inaspettatamente compare la decisione testamentaria di Michelangelo, che è celibe e senza figli, di lasciare tutto in eredità alla Arcidiocesi di Bologna.

La Curia decide di accettare l’eredità e di continuare la sfida.

Il Cardinale Caffarra con felice intuizione e grande determinazione sceglie di concentrarsi in questa inusuale avventura per la Chiesa.   Ci sono una serie di problematiche da affrontare legate alle normative legali e fiscali e al diritto ecclesiastico. Il Cardinale nomina un gruppo di professionisti laici come guida operativa della FAAC. Vengono coinvolte figure professionali di primo piano per elaborare una struttura societaria speciale in cui la gestione è separata completamente dalla proprietà. Il Consiglio di Amministrazione gestisce in grande autonomia l’azienda. Il proprietario della società, ovvero l’Arcidiocesi, è sostanzialmente un tutore morale dell’impresa e si occupa di vigilare affinché vengano rispettati i principi della dottrina sociale della Chiesa.

Il Cardinale Matteo Zuppi, che succede a Caffarra, conferma quanto fatto dal predecessore. Gli utili rimangono in azienda per fare sviluppo, la parte non investita (attualmente dai 5 ai 10 milioni di euro all’anno) è destinata alle casse dell’Arcidiocesi e viene utilizzata interamente per opere di carità. Le direttive e le volontà della proprietà, cioè della Curia, hanno portato ad una attenzione altissima a sicurezza, ambiente, welfare, occupazione.

Il sistema funziona, produce utili, l’azienda si espande e attualmente ha un fatturato di circa 750 milioni di euro, con 55 società in 31 Paesi e 5 continenti e circa 4.000 persone coinvolte.   In tutte le parti del mondo dove FAAC ha stabilimenti e opera, ogni dipendente è coperto da assicurazione sanitaria e assistenza famigliare, garantendo benessere e sviluppo.   FAAC coniuga in modo virtuoso gestione e sviluppo aziendale con attenzione alla solidarietà, alla crescita sociale e alla occupazione.

Gennaio 2026: altro lutto in casa Rotary, Dino GHISELLINI

Cordoglio a Poggio Renatico ma anche nella comunità della provincia e in particolare nel Centese, per la scomparsa di Dino Ghisellini. Aveva 95 anni.

Ingegnere, già dirigente della Montedison, da tutti è stato definito un autentico costruttore, impegnato nella società: in particolare fu vicesindaco di Poggio Renatico al fianco di Daniele Garuti nella sua prima esperienza da sindaco. Ricoprì anche la carica di consigliere comunale sempre negli anni ‘90 e fu a lungo consigliere di amministrazione della Cassa di Risparmio di Cento negli anni ’80 e ’90 oltre che socio della Fondazione CariCento.

Di cultura autenticamente liberale, è ricordato come una persona mai divisiva, votata alla solidarietà, gentile, da tutti considerato un vero signore.

E’ stato dirigente del Rotary di Cento nell’annata 1983-84 venendo poi chiamato ad altri incarichi in seno all’associazione, anche a livello distrettuale. Per lo stesso Rotary ha organizzato varie iniziative di solidarietà fra cui quella, a metà degli anni ’90, denominata “Vita per l’Albania” che accompagnò la rinascita della piccola nazione adriatica dopo la spietata dittatura.

Aveva fatto parte anche dell’associazione Storico-Culturale Poggese.

Lascia la moglie Gianna, cui era legatissimo, e i figli Renato e Alessia. a.l. 

06/01/2026: la Befana in visita al Pensionato Cavalieri

Come ogni anno, nel giorno della Befana, il nostro Club ha fatto visita al Pensionato Cavalieri di Cento, portando qualche ora di spensieratezza agli ospiti.

Gennaio 2026: Lutto in casa Rotary, Claudio GAVIOLI

L'anno non è cominciato nel migliore dei modi, è venuto a mancare il nostro socio Claudio GAVIOLI, 80 anni, già presidente del nostro Club nell'annata 2013/2014.

Ci piace ricordarlo come "IL GRANDE AMICO DELLE STELLE"

Riposa in pace, caro Claudio

18/12/2025: Festa degli Auguri

La serata degli auguri per il Rotary è sempre un'occasione di grande emozione e gioia.

Il nostro club quest'anno si è riunito con tanti sorrisi, abbracci e calore; la serata è stata l’occasione per fare entrare un nuovo socio: Enrico MARANGONI (presentato da Giorgio GARIMBERTI), figlio della nostra Marinella BIONDI.

Grazie al comitato delle consorti... una nutrita lotteria, il cui ricavato andrà come ogni anno in beneficenza, ha allietato la serata con una SUPER Alessia a gestire a gestire la distribuzione dei premi.

Buone Feste a tutte e tutti dal RC di Cento.

11/12/2025: l'anima del segno, raccontare il '600 attraverso le incisioni

12/11/2025: Emilia Romagna nell'era digitale

Il governo delle tecnologie “supera l’aspetto economico” e va ad inserirsi “in uno scenario geopolitico inedito” e caratterizzato, in Occidente, “dal degrado della democrazia liberale”.  Lo ha detto il vicepresidente della Regione Emilia- Romagna Vincenzo Colla in apertura del bel convegno promosso e organizzato, l’altra sera a Casadio di Argelato, dal Rotary San Giorgio di Piano in collaborazione con i club di Cento, Bologna sud ed Eclub 2072. Vasta la platea con una buona rappresentanza del nostro club guidato dal presidente Luca Bergonzini; è intervenuto il vicepresidente di Confindustria Emilia Centro Andrea Pizzardi.

Le tecnologie, ha aggiunto Colla, devono essere a disposizione della persona e non viceversa. Quindi tecnologia e umanesimo non possono che procedere di pari passo “Proprio come dice papa Leone che a breve, su questo tema, presenterà la sua prima enciclica”. E’ insomma sempre più pressante la necessità di comprendere bene l’origine e la gestione dei sistemi più evoluti dei dati. C’è di mezzo nientemeno che la libertà.

Che il mondo stia cambiando – e rapidamente – lo ha confermato, numeri alla mano, Gianluigi Zaina vicepresidente della Piccola industria di Confindustria, che ha ricordato come la classifica mondiale delle aziende trovi ai primi posti quelle attive nei settori “tecnologia e digitale” superando i comparti più tradizionali. Si sta dunque passando dal “capitalismo mercantile” a quello “dei desideri, della volontà”. Di fronte a tutto questo non ci si può opporre ma occorre cavalcare il fenomeno anche se scontiamo (l’Europa e l’Italia) forti ritardi sia sul fronte digitale che su quello dell’intelligenza artificiale. Un esempio? Il nostro paese utilizza un quinto dei robot della Corea del sud, meno della metà della Cina. La scolarizzazione, sempre in campo digitale, ci vede in coda alla graduatoria europea, lontanissimi dai Paesi del nord che avvicinano le tecnologie già ai bimbi della scuola dell’infanzia. Quanto all’IA, solo una minoranza delle imprese ancora la utilizza. Per tutte vale il principio che il beneficio non è immediato. Su questo specifico tema si è poi soffermato Riccardo Fava, numero uno della centese Baltur. Si tratta dell’ultima delle dieci rivoluzioni umane, ha ricordato, tre delle quali esplose nell’ultimo mezzo secolo. Consente un aumento di produttività e di competitività. La IA è in parte “basica” (è un più potente motore di ricerca che supporta l’efficacia operativa e interviene soprattutto sulle attività ripetitive), e in parte “generativa” e quindi collegata a progetti ben più complessi, subordinati a un grande controllo umano. E’ insomma una tecnologia indispensabile che necessita di importanti investimenti, anzitutto in risorse umane.

Decisamente tecnico, infine, l’intervento di Fabio De Stefano, giovane Ceo di FD consulting, un “hacker buono” – così si è definito – che ha posto in luce, in particolare, i gravi e crescenti attacchi, avvenuti in Italia, ai nostri sistemi di informazione aziendali e pubblici. “Occorre incrementare la deterrenza” ha ammonito, mentre crescono le preoccupazioni sul fronte privacy: “Paghiamo la tecnologia con i dati che forniamo gratis”. Per la IA occorre un grande addestramento, bisogna saperla controllare ma in definitiva “essa amplifica ciò che l’uomo fa senza sostituirlo”.

La rivoluzione tecnologica, si diceva: avviene in un contesto complesso dove, secondo il vicepresidente Colla, “Tutto sembra diventato commerciale e bilaterale”. Non solo: nel momento in cui Europa e Stati Uniti dovrebbero “fare squadra” e difendersi da una Cina sempre più potente, ecco che arrivano i dazi contro il vecchio continente…E intanto occorrerebbe recuperare sovranità tecnologica perchè, “senza, non si mantiene nemmeno la sovranità politica”. Sullo sfondo, il rischio è quello di diventare contoterzisti. Ma il pericolo sovrasta un quadro oggettivamente positivo con l’economia emiliano-romagnola robusta, in testa alle classifiche “grazie a una manifattura unica al mondo che mette cultura e bellezza nei suoi prodotti, a una grande cultura del lavoro, alla sua straordinaria capacità relazionale e con un ceto medio evoluto, democratico e votato alla partecipazione”.  In più la nostra regione è attrattiva grazie anche alla forte integrazione pubblico-privato: “Il modello è quello che conta”. Alberto Lazzarini

07/11/2025: l'ultimo viaggio di "GIO' IL GUERRIERO"

Alcune immagini di un giorno triste, molto triste, che ci ha fatto capire quanto era amato da tutti Giovanni Negrini, che ci ha lasciati a soli 17 anni ...

"GIO' IL GUERRIERO"

... Un immenso abbraccio a Benedetta, Carlo, Gaia, Luca e Giovanni

23/10/2025: Emanuele Lambertini. La storia di un campione

Serata speciale il 23 ottobre!

Emanuele Lambertini, campione mondiale paralimpico di spada e fioretto invitato dal Rotary club di Cento in collaborazione con Rotary Club di San Giorgio di Piano e Lions Club di Cento, ci ha parlato della sua straordinaria storia.

È stata l’occasione anche per promuovere un service avente come oggetto la raccolta di fondi a sostegno dell’associazione “Bimbo Tu”.

Prima della conviviale il presidente dell’associazione Bimbo Tu, Alessandro Arcidiacono, ha brevemente illustrato storia e fini dell’associazione, nata a seguito della esperienza traumatica della famiglia del fondatore che ha dovuto affrontare il dramma del figlio colpito in tenerissima età da un tumore cerebrale.  L’odissea affrontata dalla famiglia ha avuto esito positivo e dalla terribile esperienza è nata l’associazione che si occupa di sostenere le famiglie di bimbi con malattie del sistema nervoso centrale, dando un supporto pratico ed emotivo.   Bimbo Tu mette a disposizione sistemazioni gratuite dove accogliere le famiglie che ne chiedano la disponibilità per assistere e seguire i propri bambini colpiti da tumori infantili e gravi patologie neurologiche nei percorsi di diagnosi e cure presso gli ospedali Bellaria, Maggiore e il Policlinico Sant’Orsola.

Il presidente dell’associazione con una esposizione accorata e toccante ha sottolineato come sia fondamentale avere supporto pratico, logistico, aiuto psicologico, economico per famiglie che magari lontane dalla propria regione e oppresse dal peso della malattia del bimbo devono rivoluzionare la propria vita e trovare la forza di lottare e credere nella risoluzione positiva della malattia.

Emanuele Lambertini ha fatto il suo intervento descrivendo due momenti della sua vita.   Il primo compreso fra i sei mesi e circa gli otto anni e il secondo che arriva fino ad oggi.   A sei mesi si manifesta la patologia che condizionerà la sua vita.  Un problema di origine vascolare determina un enorme ingrossamento della gamba destra con frequenti emorragie e formazione di piaghe.  Comincia la peregrinazione fra vari ospedali in Italia e nel mono alla ricerca di una diagnosi e di una cura.

I responsi sono sempre diversi e non forniscono certezze.

L’unica cosa certa è che sono necessari continui interventi di medicazione e bendaggi che richiedono anche 3 ore al giorno.

La famiglia non demorde.

Genitori, nonni, zii fanno squadra e non abbandonano mai la ricerca della guarigione.

Emanuele percepisce tutto questo.

È disponibile, motivato, forte.

All’età di 8 anni all’ospedale di Parigi, scelto dalla famiglia come centro di riferimento e fiducia per la malattia, gli viene proposta la decisione più importante.  I medici ritengono che la soluzione più indicata per cercare di recuperare una qualità di vita accettabile possa essere l’amputazione. Emanuele dà serenamente il suo consenso e da lì comincia la sua seconda vita.

E’ nato una seconda volta e inizia una serie di attività che lo portano ad avere la propria vita autonoma. Certo è diverso dagli altri però può fare, può esprimere e dare seguito alle proprie aspirazioni e attitudini. Apprezza e gusta la conquista, il conseguimento, attraverso l’impegno e il sacrificio, di tanti piccoli risultati che lo proiettano nella sua dimensione comunque di persona realizzata. Impara a vedere il sacrificio non come rinuncia ma come opportunità per l’ottenimento di qualcosa di più grande. La scuola, lo sport, gli amici, il tempo libero…Emanuele suona anche il pianoforte.  Nello sport arrivano i grandi risultati per cui lo conosciamo ed è conosciuto in tutto il mondo.  Il prossimo obiettivo sono le olimpiadi di Los Angeles e il podio.

Tutto questo è ed è stato possibile, sottolinea più volte Emanuele, grazie all’aiuto di tutti quelli che gli sono stati vicini e lo hanno incoraggiato in tutto il laborioso percorso.  Un tributo di riconoscenza e affetto alla famiglia, ai genitori e ai nonni in primis.  I nonni erano presenti e ci hanno dato la loro testimonianza fatta di affetto, motivazione e orgoglio per il nipote così forte, determinato e umano.

Emanuele non è solo sport.

Mette a disposizione la sua esperienza e la sua notorietà per aiutare e motivare quelli che si trovano in situazioni drammatiche in cui per incidenti o malattie devono ricostruire la propria vita. Partecipa ad incontri motivazionali in associazioni e ospedali proponendo quello che è , e deve essere il mantra  “ We can “-

La proiezione di un bellissimo e toccante filmato sulla disabilità, filmato in cui si mostra come niente è impossibile, tutto si può fare…basta crederci, e una serie di interventi con curiosità e apprezzamenti hanno chiuso una serata indimenticabile.

17/10/2025: … Capire la pubblicità

Alessandro Sciortino, chief creative officer presso McCann World Group Italy ha intrattenuto la folta platea intervenuta nella sala di rappresentanza Credem gentilmente concessa dall’istituto bancario per interessamento della nostra  socia Raffaella Cavicchi presidente di fondazione Carice.

Si è trattato di un riuscito interclub che ha visto riuniti Lions club di Cento , Lions club di Pieve di Cento e  Rotary club di Cento.

Il relatore , personaggio di grande rilievo nel settore della pubblicità, ha proposto agli intervenuti alcuni filmati pubblicitari di successo che hanno costituito pietre miliari nel corso degli anni e sono diventati un mezzo identificativo e di immediato riconoscimento e apprezzamento del brand presentato.    Abbiamo avuto modo di rivedere e ascoltare il famoso spot della Coca Cola girato sulle colline vicino a Roma e riproducente l’atmosfera natalizia, abbinando tecniche di produzione e regia, luci e musiche capaci di colpire l’immaginazione delle persone creando una “magica armonia“ , solleticando i ricordi e  le sensazioni  legate a periodi sereni della esistenza degli spettatori.  L’emozione diventa il modo attraverso il quale si promuove il brand.

Ci sono stati poi proposti tre filmati attinenti a settori commerciali  completamente diversi , ma ognuno significativo e iconico:

Cosmetica , credito e pomodori.

L’Oreal, Master Card e Mutti

L’Oreal, attraverso il claim “perché io  valgo“ “perché tu vali“ “because you’re worth it “ motto innovativo creato circa 50 anni fa e, leggermente modificato, ancora in uso attualmente,  ha spostato l’attenzione dal prodotto alla persona. Non usi il cosmetico per essere più bella e corrispondere ad un certo stereotipo ma lo usi perché ti fa sentire bene, più sicura, affermando la tua identità e consapevolezza.  La pubblicità diventa anche uno strumento di cambiamento e sviluppo culturale.  “Per tutto il resto c’è mastercard “   “Priceless“ fare la differenza insieme

Anche nel caso di mastercard  i filmati pubblicitari hanno con successo legato la promozione di un servizio finanziario ad un concetto di qualità della vita, di valori comunemente riconosciuti per poi evolvere anche  verso  iniziative di carattere sociale abbinate all’uso della carta.

Mutti invece è un esempio di pubblicità dove vengono associati al marchio i valori della natura, della produzione agricola consapevole e di qualità, dell’ambiente e della sostenibilità.   Alessandro Sciortino ci ha guidati alla scoperta dei valori significativi e più nobili della pubblicità invitandoci a cogliere negli spot o come li chiamano nell’ambiente “filmati“ (perché di veri e propri film si tratta) tanti messaggi di carattere culturale e sociale che uniti al valore spesso artistico delle produzioni rendono queste realizzazioni opere di pregio ed entrano a far parte della nostra vita.

Le risposte dell’oratore ad una nutrita serie di domande e curiosità sollecitate dall’interessante presentazione e dall’argomento hanno completato la piacevole serata.

La serata si è piacevolmente conclusa con la conviviale a Villa Chiarelli.

09/10/2025: Dott.ssa Benedetta BALBONI – Centro Mindfulness B-Yourself

La Dottoressa Benedetta Balboni ospite della serata assieme al dottor Vincenzo Caporaso ci ha intrattenuto parlando delle iniziative e dei progetti rivolti a pazienti fragili e oncologici e ai loro caregivers, per i quali vengono attivati percorsi presso il centro Mindfulness B-Yourself attivo a Cento in via Risorgimento 40/d.  Questo centro nasce per opera dei due soci fondatori Benedetta Balboni e Vincenzo Caporaso per promuovere il benessere definito come uno stato di equilibrio emotivo, mentale, fisico, sociale e spirituale che consente di realizzare il proprio potenziale.  La relatrice ha spiegato che le tecniche della Mindfulness vengono utilizzate come strumento per la gestione dello stress e dell'ansia attraverso il raggiungimento della consapevolezza della propria condizione e la capacità di ripensarsi ed accettarsi. La mindfulness, grazie a pratiche mirate e protocolli validati scientificamente, può aiutare a ritrovare l’equilibrio e a guarire la propria vita, soprattutto in momenti particolari quando una diagnosi si abbatte come uno tsunami sulla persona.

Una attenzione particolare viene dedicata alla cura dei pazienti oncologici ed ai caregivers, tuttavia la dottoressa Balboni ha evidenziato come i principi della Mindfulness possano trovare applicazione in varie situazioni per gestire in modo consapevole genitorialità, disturbi alimentari, i momenti critici nei bambini e negli adolescenti,  nelle aziende.  B-Yourself  promuove  incontri sia in presenza che in diretta on line condotti da professionisti esperti di Mindfulness, offrendo un sevizio che consenta alle persone colpite da tumore e ai loro caregivers di affrontare e imparare a gestire le ansie e le angosce e a ritrovare un accettabile equilibrio e una accettabile qualità di vita.  La relatrice ha inoltre informato che, tra le varie attività, sarà allestita dal 24 al 26 ottobre,  una mostra fotografica dal titolo “Breast Cancer”  in cui l’autrice Cristina Malcisi racconta attraverso le immagini il suo percorso di cure oncologiche.

La presentazione appassionata e coinvolgente della dottoressa Balboni e la grande rilevanza dell'argomento trattato ha catturato l'attenzione del nutrito numero di soci intervenuti che hanno mostrato il proprio apprezzamento con richieste di informazioni e delucidazioni.

18/09/2025: Cyber Intelligence Security

Relatori: dott. Gianluca Sori, dott.ssa Eleonora Baldini

Dopo l'introduzione del nostro socio avv. Michele Montanari ha preso la parola il dott. Gianluca Sori.

Il dott. Sori possiede una lunga esperienza nel campo della sicurezza. Dopo la laurea è stato Security Manager per 19 anni nell'Arma dei Carabinieri. Successivamente si è occupato di security nel Ministero degli Affari Esteri e nella Nato. Ha lavorato in contesti ad alto rischio in paesi quali Somalia, Iraq, Afganistan. Ha poi lavorato per l'ONU in Colombia. Attualmente lavora nel privato come security manager per l'ENI.

Il dott. Sori ci ha brevemente raccontato delle esperienze avute in questi paesi esteri, in situazioni difficili, dove c'erano stati rapimenti di nostri connazionali e dove ha contribuito alle trattative per il loro rilascio.

L'ENI è un colosso con decine di migliaia di dipendenti ed interessi in tutto il mondo; ma la sicurezza riguarda tutte le aziende, perché quando essa manca si perde la continuità del lavoro, si mette a rischio il capitale umano e la reputazione dell'azienda. Il security manager è la persona responsabile di mantenere la sicurezza dell'azienda. La cosa più importante è la competenza. La security non è un costo, perché può prevenire costi molto maggiori.

E' seguito l'intervento della dott.ssa Eleonora Baldini. In ENI si occupa della sicurezza marittima, dei porti e dei rapporti con le varie strutture, capitanerie ecc... Ci ha ricordato eventi che hanno risvegliato la necessità di aumentare la sicurezza dei trasporti navali, a partire dall'affondamento del Titanic, all'episodio delle Torri Gemelle a New York (anche se qui erano aerei) al dirottamento dell'Achille Lauro. Tutto quello che riguarda la sicurezza, dalla banchina, al porto, al mare sono di sua competenza. Si occupa inoltre delle procedure lavorative, delle informazioni ai lavoratori e dell'esame dei rischi. E' di fondamentale importanza la collaborazione con i vari enti: capitanerie di porto, carabinieri e finanza.

Alla fine delle relazioni si è svolto un vivace dibattito. E' emersa la grande differenza fra quello che può fare una realtà come ENI, che dispone di enormi risorse, a quello che possono fare le piccole e medie aziende che sono la maggioranza nelle nostre regioni, e che erano anche rappresentate da diversi rotariani presenti. Le nostre aziende lavorano moltissimo con l'estero,  e vi inviano i loro dipendenti, ma non possono permettersi ognuna un "security manager". Devono fare riferimento ed appoggiarsi alle istituzioni italiane, come il Ministero degli Esteri, con le sue ambasciate ed i suoi consolati. Visto che paghiamo le tasse desidereremmo che funzionassero bene!, cosa di cui però il relatore dubitava. Il dibattito è stato appassionato e coinvolgente, e l'interessante serata è stata chiusa che era ormai tarda ora.  Primo Zannoni

Il Rotary Club di Cento alla Fiera di Settembre

11/09/2025: Ruggero Ludergnani & il Torino

Il calcio come sogno trasformato in realtà

Trentanove anni, ferrarese, laurea in economia e una straordinaria passione, naturalmente il calcio, trasformata – da molti anni per la verità – in professione. Con grandi risultati. Stiamo parlando di Ruggero Ludergnani, figlio dell’indimenticato Marcello nostro socio e dirigente distrettuale del Rotary, imprenditore di successo.

Giovedì sera, nella bellissima casa di famiglia di Sant’Agostino, davanti a tanti soci, alla madre Carla, al fratello Matteo e alla cognata Beatrice, Ruggero ci ha parlato di sé, della sua storia professionale e anche personale, delle gioie e dei sacrifici, delle difficoltà e dei sogni. Già, i sogni: non mancano – non devono mancare – mai. Ma il più importante lui l’ha trasformato in realtà già da molto tempo, quando, forte di una volontà inossidabile, ha imboccato quella che riteneva (a ragione) la sua strada.

Iniziò – ha ricordato in apertura - come direttore sportivo dei ramarri di Sant’Agostino, poi divenne procuratore di giocatori, un’attività complessa anzichenò fin quando la Giacomense del presidente Mattioli, divenuta Spal, lo ingaggiò come responsabile delle giovanili. “Il salto dalla serie C alla serie A in meno di un anno mi ha inserito in un nuovo mondo”. Quel mondo straordinario lo ha portato ad affinare un mestiere oggettivamente importantissimo per una società di calcio che si rispetti. Lo stesso Mattioli e il direttore sportivo Vagnati lo tenevano in palmo di mano, e con ragione: centinaia di bambini e ragazzi coinvolti in modo serio e professionale, campionati vinti, interessanti risultati economici (le società hanno ovviamente bisogno anche di questo).

Poi il passaggio di Vagnati a Torino con Ruggero che momentaneamente preferì restare un altro anno fin quando le sirene piemontesi lo…stregarono e quindi non resistette, anche qui con ragione, al richiamo del grande Toro. “Mi ero già  accordato – racconta - poi ci ripensai per un attimo, temevo molto questo cambio. Ma alla fine firmai e feci la cosa giusta”.  Ecco quindi il saluto alla società biancazzurra che coincise con l’inizio del suo rapido declino poi trasformatosi nella fresca sanguinosa debacle di tacopiniana memoria e soprattutto responsabilità.

E a Torino Ruggero cominciò a farsi valere da par suo e “Divenni il responsabile del settore giovanile dei granata in riferimento al quale rispondo solo al presidente Cairo (personalità forte e non sempre facile ndr). Non ho altri sopra di me. Mi occupo anche di tutta l’amministrazione del settore compresa quella del settore femminile”, segno, potremmo dire, che quella laurea in economia non è affatto rimasta nel cassetto.

Già, i giovani granata, un piccolo esercito… ”Sono più di 600 suddivisi fra le 11 squadre giovanili, gli  under 15-20 e la scuola di calcio (5-8 anni)”. Poi gli occhi gli si illuminano ancora di più quando ricorda che “La scorsa stagione abbiamo vinto due titoli nazionali, non capitava da 42 anni”. Dieci ragazzi della sua scuderia, inoltre, hanno esordito in serie A. Il suo è un lavoro costante, certosino, roba da 4-5 riunioni al giorno, rapporto costante con lo staff, gli osservatori e naturalmente con i genitori con i quali parla anche di contratti (le regole quest’anno sono cambiate). Già, i genitori: “Tutti pensano di avere un figlio-fenomeno, ma non è sempre così…”

E il futuro di Ruggero? Gli bastano i successi delle giovanili? “Devo dire che non smanio per lavorare con le prime squadre ma, certo, se capitasse l’occasione giusta…Il ruolo che preferirei – confessa - sarebbe quello non di direttore sportivo ma di direttore generale”. In prospettiva, Bologna, come mèta, si sa che non gli dispiacerebbe (la sua famiglia è peraltro da sempre tifosa rossoblù ad eccezione della madre, spallina). Alberto Lazzarini 

24/07/2025: serata Economia

Panorama internazionale molto incerto

... ma l’Emilia Romagna sa reagire da par suo

Importanti riflessioni al tradizionale Forum estivo organizzato dai Rotary Estensi, capofila San Giorgio di Piano

In attesa di conoscere quanto pagheranno anche gli emiliano-romagnoli (comunque qualche miliardo) per gli sciagurati dazi di Trump, la tradizionale riflessione estiva dei Rotary estensi (capofila il club di San Giorgio di Piano, presidente Giovanni Leporati) è partita dalla persistente debolezza economica della nostra regione. A spiegarne i motivi erano stati invitati (giovedì 24 luglio al Zanhotel di Funo) il presidente della Regione Michele De Pascale, il direttore di Bankitalia Venezia (ex Bologna) Michele Benvenuti, il dirigente di Confindustria Gian Luigi Zaina e Massimo Arduini dirigente Credem, coordinati dal giornalista del Carlino Andrea Zanchi.

Dunque le difficoltà dell’Emilia-Romagna. Il governatore le ha definite inevitabili visto che la regione vive (e prospera) grazie alla manifattura e che la produzione industriale (italiana ed europea) segna negativo da 28 mesi. Se va avanti così “si rischia di cambiare il Dna del territorio”. Occorre, allora, un generale cambio di rotta e di marcia a cominciare dall’Europa (molto critico, a sorpresa, il suo giudizio sulla Von Der Leyen) che deve avviare “una diversa politica industriale” mentre l’Italia denota “la totale assenza di politiche industriali”.  A livello regionale ci si deve impegnare per stabilizzare i costi dell’energia elettrica e intervenire sulla transizione digitale dove, peraltro, i 58 milioni disponibili in parte provenienti dall’Europa sono stati assegnati a tutti i richiedenti. Europa ancora sotto tiro sul versante “verde” dato che talune politiche di fatto danneggiano aziende come quelle del settore ceramico che sono “le più rispettose dell’ambiente al mondo”. In ogni caso, ha garantito De Pascale, la nostra regione non teme nulla: “È la punta di diamante al mondo in tanti settori: automotive, medicale, food, agromeccanico, ceramica, packaging…”

Quanto ai citati dazi americani, secondo il direttore di Bankitalia, si tratta di “una risposta sbagliata a problemi reali” e “basterebbe uno studente al primo anno di economia per capire che i dazi portano solo danno, a cominciare da chi li introduce”. Tant’è che il rating Usa è stato declassato (ha perso la tripla A dal 1919) e crescono i timori. Che fare allora? Andar giù duro: “L’Europa deve rispondere dove e come fa più male”. Indispensabile è dunque la coesione europea e il PNRR dimostra che un debito pubblico comune è possibile, utile e auspicabile. Più in generale “Non bisogna avere paura del sistema economico che cambia”. E ancora, riferendosi in particolare all’ambiente: “Investimenti che a breve sembrano non efficaci, frutteranno a lungo termine”.

Pare insomma finita l’epoca d’oro del libero scambio, ha poi commentato Gian Luigi Zaina. I dazi e altre barriere ostacolano la crescita mentre le imprese italiane soffrono a causa, anzitutto, dell’enorme costo dell’energia. In attesa del nucleare che verrà (fra 10 anni?) bisogna individuare alternative efficaci e intanto sostenere le aziende : “In Germania sono stati erogati 500 miliardi”. E ai dazi incombenti, che danneggiano soprattutto la meccanica, si risponde anche cercando altri mercati a cominciare da Mercosur (Sud America) e Africa. Sullo sfondo si accentua la lotta fra Usa e Cina, marginale la Russia, debole l’Europa che deve quindi rafforzarsi. Non aiutano, naturalmente, i dazi trumpiani che costeranno alle imprese e ai consumatori un incremento almeno del 30%. Importantissimo anche il rapporto con le risorse giovanili che vanno incentivate a rimanere o a tornare in patria dopo le necessarie esperienze all’estero. Ma, appunto, bisogna creare le giuste condizioni a cominciare da quelle economiche.

Naturalmente importante è il ruolo del sistema bancario: Credem “sta facendo la sua parte al fianco delle imprese e sul territorio” ha chiosato Arduini.

Ha concluso l’incontro l’ex governatore Rotary e dirigente bancario Adriano Maestri ricordando che l’incontro economico, sempre promosso e organizzato da Massimo Venturelli, si succede dal 2017 e sottolineando, in particolare, la necessità di un forte impegno per il ricambio generazionale nelle aziende, ancora “timido”. Alberto Lazzarini

26/06/2025: passaggio di consegne, da G. Galantini a L. Bergonzini

Luca Bergonzini, ingegnere, è il nuovo presidente del Rotary di Cento per l’annata 2025-26. Subentra a Gilberto Galantini. Il club, fondato negli Usa nel 1905 e presente nella città del Guercino dal 1957, opera a favore della comunità con progetti professionali e service. Il passaggio delle consegne è avvenuto l’altra sera a Villa Chiarelli di Renazzo nel corso di un incontro dedicato anche alla consegna dei premi “Marcello Ludergnani”, indimenticato dirigente del movimento, imprenditore nei campi della commercializzazione ortofrutticola (fu il fondatore della Coferasta) e del turismo (hotel Carlton). I vincitori di questa edizione, riservata a tesi di laurea di giovani nei settori turismo e agroindustria, sono la ferrarese Elena Succi (turismo), il catanzarese Federico Santamaria (biotecnologie agrarie – radicchio rosso) e il veneziano Davide Silan (biotecnologie agrarie – fertilità suoli). Alla premiazione, coordinata da Giorgio Garimberti, sono intervenuti Carla e Matteo Ludergnani, vedova e figlio di Marcello. 

25/06/2025: ultimo saluto all'amico Francesco GALLERANI

Una vita al servizio della comunità. Così è stato ricordato, ieri mattina durante il funerale che si è svolto nella chiesa di San Carlo, il dottor Francesco Gallerani. Veterinario, già presidente (“presidentissimo”) della Cassa rurale di Corporeno e poi di Cento (oggi Banca Centro Emilia) e dirigente del Rotary di Cento, Gallerani è morto a 95 anni sabato scorso all’ospedale di Cento.

Alle esequie, celebrate da don Giancarlo Mignardi, hanno partecipato in tanti in segno di rispetto e riconoscenza per una persona molto nota e apprezzata la cui attività, lunga e proficua, era rivolta alla comunità. E sempre con un sorriso, ha rimarcato al termine del rito Giuseppe Accorsi, suo successore alla guida della banca, che ha posto in luce, in particolare, il grande spirito di servizio. Il tutto, aveva osservato il sacerdote nell’omelia, “con lealtà, generosità e umiltà”.

Gallerani ha operato come veterinario prima nella libera professione e poi nel servizio pubblico. La presidenza della banca lo ha impegnato vent’anni e oggi la sua figura viene omaggiata anche dall’istituto di credito centese che sottolinea il suo determinante contributo per “lo sviluppo della Cassa rurale, oggi orgoglio del nostro territorio”.  E’ stato infine presidente del Rotary centese nel 1993-94. Gallerani lascia i figli Anna e Marco e la sorella Francesca. a.l.

14/06/2025: ROTONDA PAUL P. HARRIS … “STORMO”

Il Rotary Club di Cento dona alla città di Cento una scultura in bronzo per onorare Paul P. Harris, fondatore del Rotary. La scultura, realizzata dall’artista Salvatore AMELIO (socio del nostro club) interpreta i principi fondanti di questa importante associazione raffigurandola in un vascello che a vele spiegate solca i mari con sicurezza poiché al timone vi è un esperto nocchiero: Paul Harris. Dal vascello spiccano in volo le cinque vie d’azione: interna/professionale/internazionale/interesse pubblico/nuove generazioni. Il titolo della scultura è “STORMO” poiché l’opera è articolata come uno stormo di uccelli, che in perfetto sincronismo sorvolano oceani, deserti, catene montuose e ghiacciai per raggiungere la meta prefissata.

Il Rotary Club di Cento, fin dalla sua nascita (1957) è sempre stato presente nel nostro territorio con interventi a favore di diversi settori come la sanità, le giovani generazioni, la scuola, la famiglia, il sociale e la cultura.