EVENTI DEL CLUB

Motori, potenza & sostenibilità

Motori, potenza & sostenibilità

 

Una … turbo videoconferenza con: 

Giampaolo Dallara e Giorgio Garimberti

Si è chiusa “col botto”, come ha giustamente sottolineato Adriano Maestri, l’interessante e utile serie di interviste con personaggi rotariani promosse e gestite in videoconferenza proprio dal nostro Governatore. Centocinquanta soci attenti ed entusiasti hanno preso parte all’incontro di venerdì 7 maggio che vedeva protagonisti due esponenti del motore made in Italy, anzi made in Emilia-Romagna:.

Molti sono stati i temi trattati a cominciare dalla stessa storia professionale dei due relatori, entrambi ingegneri, operativi nel mondo delle auto e sempre pronti a “guardare oltre”.

Giampaolo Dallara, classe 1936, ha ricordato gli esordi in Ferrari, poi in Maserati, Lamborghini e De Tomaso. “Infine ho pensato che avrei dovuto creare un’azienda per conto mio. E così ho fatto”. Ora, nella sede di Varano de’ Melegari, nel Parmense, lavorano 650 dipendenti, di cui la metà direttamente impegnata nella competizione. Già, la competizione: passa tutto di qui, nella consapevolezza che “La velocità del cambiamento è una costante” anche perchè “Fare bene quello che fai bene oggi può non essere sufficiente domani”. Pillole di saggezza che sintetizzano una storia di successi. Un esempio?  La Miura, su ispirazione della Mini. “Progettai un’architettura nuova, che poi rivisitai anche perché l’auto era molto rumorosa”. Di assoluto rilievo anche la creazione dell’Accademia, ben finanziata da enti pubblici e privati: “Ebbe un ruolo importante l’allora assessore regionale alla formazione Patrizio Bianchi (ndr oggi ministro dell’Istruzione)”.

Ora Dallara è presente in tutti i campionati F3. Progetta e produce, si occupa di aerodinamica e della dinamica del veicolo.

Grande, naturalmente, è l’attenzione di questo grande costruttore (manager, inventore…) verso ciò che ruota attorno al mondo dell’auto (quasi tutto…). Ad esempio la sicurezza “che un tempo non esisteva ma che oggi è giustamente uno dei cavalli di battaglia nella commercializzazione”.

Decisivo, poi, il capitolo energia: “Dal 2030 in America - e non solo - la mobilità sarà green. Qualcosa dovrà cambiare, quindi, e dovremo fare rinunce”.

Proprio fra le rinunce figura il diesel, a causa anche di una (errata) valutazione sull’inquinamento provocato dal gasolio. Di questo aspetto ha - fra l’altro – parlato Giorgio Garimberti, classe 1949, trent’anni in Vm (il diesel centese) con crescenti livelli di responsabilità (direttore generale, Ceo, presidente) e precedenti esperienze in Veber e Marposs. Vm ha indossato la veste di superstar per tanti anni, nonostante non sia mai stata un’azienda costruttrice di auto complete ma specializzata “soltanto” in motori (diesel, ben s’intende) che hanno fra gli altri equipaggiato,  con 2 milioni di motori in 20 anni, Rover e Alfa Romeo, Chrysler e coreane, cinesi e tedesche. “Il nostro era un principio…sartoriale: creare il motore giusto per una specifica casa, per assecondare le sue esigenze e attese”. E solo, rigorosamente, motori turbo. Vennero giorni di sole splendente con Vm che sfornava propulsori e li inviava in ogni parte del mondo dalla grande-piccola Cento mentre anche l’’80% delle auto venivano motorizzate diesel. Il punto più alto, ha ricordato Garimberti, giunse con l’invenzione, grazie a Fiat nel 1997, del common rail, un particolare sistema di alimentazione montato, appunto, sui motori diesel. Poi il declino, acuito dal Dieselgate oltre che dalla “vulgata” secondo cui il gasolio inquina. Oggi non è esattamente così ma la strada, ha lasciato intendere il manager, è segnata. Quindi è necessario trovarne una nuova, forse nel segno dell’idrogeno, ha suggerito. “La Toyota fa scuola”, ha osservato. Resta il fatto che l’idrogeno verde costa ancora molto, e tre-quattro volte di più del “blu” prodotto con sostanze fossili. Forse, ancora, una soluzione parallela potrebbe sorgere con il diesel ibrido mentre sullo sfondo c’è naturalmente l’elettrico che non è scevro da inquinamento proprio per produrlo. In ogni caso una soluzione occorrerà trovarla perché tra riscaldamento e mobilità (soprattutto quella pubblica) l’inquinamento è forte e il pianeta non può più aspettare. Alberto Lazzarini

22 Aprile 2021: ... è di scena il Rotaract

Il nostro Rotaract ci ha presentato il progetto di un “Service” dedicato alla fondazione il Bene Onlus.

Il nostro presidente Michele Montanari dopo una breve introduzione ha dato la parola ai protagonisti della serata, per prima alla presidente del Rotaract Elisabetta Sabatini. Elisabetta, dopo la presentazione di un breve video, ha dato la parola al presidente della fondazione Dott. Francesco Rosetti.

La fondazione che sostiene il centro il BeNe (Bellaria Neuroscienze) è stata costituita nel 2011 per iniziativa di un gruppo di imprenditori sotto la spinta del dott. Fabrizio Salvi, importante neurologo.

Le malattie neurologiche e neuro immuni rare (come tutte le altre malattie rare) destano poco interesse e ricevono un numero limitato di risorse. Sono malattie complesse, che ancora non hanno trovato cure risolutive ed inoltre necessitano di sostegni multidisciplinari: dall’aspetto pneumologico a quello neurologico, a quello fisiatrico, allo stesso aspetto psicologico.  La fondazione è nata, con l’apporto importante della famiglia Fava, con due direttrici: la ricerca, e l’assistenza ai malati. Il prossimo obbiettivo è quello di creare una struttura autonoma dedicata alle malattie neurologiche rare e creare degli ambulatori decentrati.

E’ intervenuto il dott. Fabrizio Salvi, coordinatore scientifico della fondazione.

Il dottore ha raccontato la nascita di questa iniziativa, la necessità di mettere il paziente al centro dell’attenzione e l’importanza della presenza di diverse specializzazioni mediche.

E’ stato creato il primo percorso diagnostico e assistenziale per la SLA in Italia.

Successivamente ci ha trasmesso il suo entusiasmo per il lavoro che svolge e ci ha descritto cosa si intende per “la bellezza della ricerca”. La bellezza di trovare delle soluzioni. Vedere che quello che hai pensato si trasforma in realtà. Uno studio nuovo è quello sul profumo (olfatto), come interagisca con le persone, come ci rallegri o ci rattristi. Un’altra ricerca in corso, su un tema attuale, riguarda la vaccinazione per il Covid, di come reagisce sulle persone con malattie neurologiche rare.

La presidente del Rotaract ci ha poi descritto nei dettagli il progetto in corso che si propone di dare un contributo alla fondazione “il Bene Onlus”

Si tratta di un aiuto in termini di divulgazione e comunicazione tramite i social media. Per il momento è stata creata un’area all’interno del sito della fondazione che è stata chiamata: “Azione Per Bene” . Una pagina dove il Rotaract si presenta e dove è possibile fare una donazione per la fondazione. Ci si è posti un traguardo di 5.000 Euro.

E’ intervenuto uno dei soci fondatori della fondazione: il nostro socio Riccardo Fava.   Riccardo ha ringraziato il Rotaract per l’iniziativa, nata spontaneamente e molto valida ed apprezzata. Ci ha raccontato gli inizi della fondazione, nata esattamente 10 anni fa con i contributi economici di varie  famiglie di industriali dell’area bolognese. La fondazione continuerà a lavorare in futuro ed intende allargarsi a nuovi territori.  

Sono seguiti vari interventi, fra cui quello del nostro socio, il Prof. Giorgio Zoli che ci ha raccontato di come, anche a Cento esiste una ricerca su una malattia rara che colpisce l’intestino ed altri organi e di come, anche in questo caso, ci sia un valido supporto da parte della sanità pubblica. Primo Zannoni

   

Giovedì 15/04/2021: “Cyber risk e prevenzione: Sicuro di essere al sicuro ?”

Dopo gli inni, il nostro presidente Michele Montanari ha salutato i numerosi presenti (oltre 50) ed ha dato la parola al presidente del Club di Poggio Renatico Massimo Mangolini che ha presentato il relatore della serata: il dott. Nicola Conti.

Il dott. Nicola Conti, di formazione informatica, si è specializzato nell’ambito della protezione dei dati e della sicurezza delle informazioni e, nonostante la giovane età, ha accumulato molte esperienze ed è Lead Auditor (responsabile della verifica) di sistemi di gestione per la sicurezza delle informazioni ISO 27001 (lo standard internazionale per la sicurezza delle informazioni) è esperto di computer forensic: la branca che si occupa dei dati digitali utilizzabili come prova nei processi.   Il relatore ha esordito affermando come la cyber security non sia solo una moda, ma abbia delle implicazioni economiche, politiche e sociali. 

Danni  economici che le ditte possono subire per la perdita dei dati, il blocco della produzione e i ricatti.

Problemi politici per lo scontro fra nazioni; la guerra non si fa solo coi fucili, ma si può fare anche con un personal computer.

Problemi sociali perché i così detti “smart phone” in realtà sono dei piccoli computer sui quali mettiamo enormi quantità di dati che riguardano noi ed i nostri familiari.

L’attacco attraverso la posta elettronica è ancora il sistema più diffuso perché tutti leggiamo regolarmente la posta.   Arrivano mail con l’intestazione dell’Agenzia delle Entrate, delle Poste, delle Banche, con la richiesta di mandare l’aggiornamento dei dati o di cliccare sugli allegati.   Negli ultimi anni stanno aumentando esponenzialmente i dispositivi connessi ad internet, dalle auto agli elettrodomestici, ed ognuno di questi dispositivi può avere dei problemi di sicurezza.   Ci sono gli assistenti vocali che praticamente sono sempre in ascolto e sono stati perfino utilizzati in tribunale come testimoni.

Si parla di Internet delle Cose (Internet of Things): tutti i dispositivi domestici moderni, dai termostati, agli elettrodomestici, agli assistenti vocali, ai televisori, di fatto sono tutti collegati ad internet. L’aumento del numero dei dispositivi aumenta i punti di possibile attacco e quindi la necessità della protezione.

Siamo nella società dell’informazione, ma mentre l’informazione tradizionale coincideva col supporto fisico: disegni su carta, libri ecc… quindi era facilmente difendibile, ad esempio chiudendola in cassaforte.

L’informazione moderna è immateriale, svincolata dal supporto fisico ed alla fine è composta solo da una serie di bit.   Questo tipo di informazione può essere facilmente copiata, modificata, diffusa, falsificata od addirittura distrutta.

Il relatore ci ha raccontato degli esempi: quello di un modello di una smart TV Samsung che era sempre in ascolto; e hanno dovuto consigliare gli acquirenti di non dire cose compromettenti in casa!

Ci sono poi rischi elevati per i dispositivi medicali, che trasmettono dati vitali, ma un hacker potrebbe interagire con questi dispositivi.

L’hacker non è il personaggio stereotipato del ragazzino chiuso nella sua stanza, ma è più spesso una organizzazione criminale.

Ci ha raccontato di alcuni casi emblematici:

L’arresto della produzione di 2 fabbriche della “Maschio” in Veneto, con centinaia di dipendenti in cassa integrazione per alcuni giorni.

La ditta Geox che si è fermata ed ha subito un grosso danno sulla gestione del magazzino, ferma per 2 giorni.

Alcuni ospedali sono stati attaccati col così detto ramsonware (riscatto). Una tecnica che blocca tutti i dati e chiede un riscatto per sbloccarli.

Sono tutte vulnerabilità di sistema a cui occorre porre rimedio.

Altra tecnica molto diffusa è il phising. Arriva una mail mascherata che sembra inviata dalla nostra banca e ci chiede dei dati, ad esempio le password. Una volta queste mail erano inviate a caso, per cui sapevamo che se arrivava da una banca con cui non avevamo conti non era vera; ora si sono affinati ed i messaggi arrivano soprattutto da contatti che abbiamo realmente. Questo succede perché i dati personali vengono rubati ed utilizzati per questi attacchi mirati.

Ingegneria sociale. E’ una tecnica usata per indurre gli utenti a compiere certe azioni. Se apriamo una lettera di phising non succede niente, ma se clicchiamo sul link subiamo l’attacco, quindi siamo noi che siamo responsabili di quanto accade.   Occorre tanta formazione per creare consapevolezza, questa è la parola chiave della serata.

La consapevolezza potrebbe essere definita come il miglior antivirus !!!

L’informazione rappresenta un bene per l’azienda ed ha un valore che va protetto. L’informazione infatti contiene tutte le conoscenze dell’azienda e perderle può essere molto grave.

La sicurezza deve garantire 3 cose: la disponibilità dei dati, la riservatezza, l’integrità. La sicurezza non è una moda, non è un prodotto che si acquista al supermercato, ma è cultura, cioè educazione e formazione, ed è un servizio ed una risorsa; è anche un obbligo perché ci sono delle normative da rispettare.

Ci sono delle guide per approcciarsi alle cyber security, non c’è da inventare niente di nuovo, ma c’è da informare e da formare.

Alla fine della dotta e interessante relazione ci sono state molte domande per approfondire o chiarire vari aspetti.   Ci siamo lasciati, alla chiusura della serata, con la consapevolezza dell’importanza degli argomenti trattati che interessano tutti. Primo Zannoni