EVENTI DEL CLUB

10 Maggio 2018: Premio Marcello Ludergnani

Una borsa di studio per ricordare l’imprenditore e nostro socio Marcello Ludergnani. Giovedì 10 maggio, per iniziativa del nostro club e della famiglia Ludergnani, si è proceduto alla consegna dell’importante riconoscimento, giunto alla nona edizione. Vincitrice del concorso (undici e agguerriti i partecipanti, selezionatori Nicola Fabbri e Giorgio Garimberti) è risultata la bravissima archeologa ventiseienne palermitana Martina Di Giannantonio. La borsa di studio è legata all’iscrizione al master postuniversitario-corso di perfezionamento in “Cultural management” presso l’ateneo di Ferrara.

La simpatica cerimonia è avvenuta nel corso di un partecipato incontro all’Hotel Europa (come sempre impeccabile) nel corso del quale si è reso omaggio, come si diceva, a Marcello, esponente non solo del club ma del Movimento, di cui fu in particolare rappresentante del Governatore per l’Area Estense e guidò varie commissioni distrettuali con la passione e le capacità ben note a coloro che ebbero la possibilità di conoscerlo e di apprezzarlo.   Annamaria Visser, docente del Master, ha sottolineato  l’importanza delle conoscenze economiche, gestionali e organizzative anche in ambito artistico-culturale, finalizzate non solo alla tutela dei beni culturali ma  anche alla loro valorizzazione. Della rilevanza della formazione manageriale nel campo culturale e turistico si è soffermato Matteo Ludergnani, figlio di Marcello, socio del club di Ferrara e presidente di Visit Ferrara. Matteo ha ricordato in particolare la necessità di avviare una “piano industriale” per il turismo, un settore ovviamente strategico per l’economia  e la socialità del nostro Paese. Ha anche posto in luce alcune decisive storture del sistema, a  cominciare dal marketing turistico che oggi vede il paese presentarsi sui mercati internazionale non come “unico prodotto” (il prodotto Italia, splendido) ma come singole regioni (quasi tutte sconosciute). Accanto a lui la madre Carla e il fratello Ruggero che dirige il settore giovanile della Spal.

La premiata, la dottoressa Di Giannantonio, ha illustrato la sua proficua attività, svolta in campo archeologico; un’attività contrassegnata da tanto impegno e passione e che si è concentrata sulla civiltà fenicia anche attraverso importanti scavi condotti nella sua Sicilia, a Mozia. a.l.

 

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Matteo Ludergnani, Martina Di Giannantonio, Nicola Fabbri, Carla Ludergnani, Ruggero Ludergnani, Annamaria Visser.

Giovedì 03 Maggio 2018: A passeggio fra le stelle, anzi fra i pianeti

Per favore non chiamatela trasferta: è vero che il Club giovedì 3 maggio non si è riunito nella consueta sede dell’Hotel Europa di Cento, ma – pur sempre – all’interno del suo territorio, per la precisione nella sua estremità-nord, a Stellata.

In questa piccola, ma storica ed evocativa località il presidente Nicola Fabbri e il padrone di casa Claudio Gavioli (nel Bondenese chi comanda è lui), un folto gruppo di rotariani centesi ha preso parte a un ottimo, interessante incontro che ha visto protagonista Pino Malaguti, poggese, dirigente dell’Istituto nazionale di astrofisica; una vita, dunque, tra i cannocchiali (ma di quelli potenti, eh) e a naso in su a controllare le stelle.   Il tema dell’incontro a prima vista ha lasciato perplessi: gli esopianeti: roba difficile? Forse, ma spiegata da Malaguti è diventata facile, e capace di far riflettere e soprattutto sognare dimostrandoci – carte alla mano – che noi uomini siamo talmente piccoli che …ci perdiamo nello spazio e nel tempo.   Il “succo” della serata potrebbe essere questo: per ora sono state individuate 200-400 miliardi di stelle della sola nostra galassia e tutte ospitano pianeti (esopianeti). Ah, e di galassie ce n’è qualche altro miliardo. La testa, è il caso di dirlo, a questo punto comincia già a girare; a girare come questo immenso, infinito, sistema all’interno del quale quasi 4000 pianeti (siamo solo all’inizio) sono stati individuati, in attesa di conoscerli a fondo.   E pensare che la scienza che studia tutto questo è giovanissima: dopo gli esordi con Galileo e il suo “occhiale”, solo nel 1995 furono individuati i primi pianeti di sistemi extrasolari e ad appena due anni fa risale la scoperta della stella Trappist che consta di sette pianeti di cui almeno tre in fascia potenzialmente abitabile ed una (la scoperta entusiasmante è di quest’anno) con acqua; come dire che potrebbe esserci vita.   Il progresso intanto va avanti: meno di un mese fa, per il telescopio spaziale Ariel è stato selezionato uno specchio speciale di creazione e manifattura italiana. Il telescopio sarà in orbita dal 2028 fino al 2032 e studierà mille pianeti.

La domanda finale sorge banalmente spontanea: c’è altra vita nello spazio? Molti propendono per il sì ma, come suggerisce Malaguti, le probabilità – dopo i primi entusiasmi -  calano perché bisognerebbe far incontrare due civiltà nello stesso momento, nel tempo e nello spazio. E l’infinito è un po’ grande. Grazie Claudio, la serata annuale nel Bondenese è imprescindibile. Alberto Lazzarini

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Alcune fasi della serata

27 / 28 Aprile 2018: Conferenza Internazionale

Una conferenza internazionale con il presidente Ian Riseley

Da Taranto un appello del Rotary per salvare madri e bambini migranti

Folta la partecipazione del Distretto 2072 guidato dal Governatore Marcialis - Presente anche il nostro Club

Concretamente per la società, anzi per chi più di altri ha bisogno.  Il grande cuore del Rotary international – e le innumerevoli intelligenze che animano questo grande movimento – ha pulsato a Taranto nel corso della “due giorni” di fine aprile dedicata al rapporto fra salute materna infantile e pace. Dove, se non nel Sud Italia e in particolare nella città jonica già sede di raccolta dei migranti, poteva svolgersi questa Conferenza presidenziale? Già “presidenziale”: è stato il capo supremo del Rotary, l’australiano Ian Riseley, ad aver avuto il merito di scegliere questa località, evocativa, per affrontare il complesso, doloroso, anzi tragico, problema. Con la sua presenza ha poi voluto testimoniare l’interesse autentico del Rotary che – va subito detto – non si è limitato a favorire un dibattito approfondito e mai banale, ma direttamente ha elaborato delle proposte e indirettamente ha favorito la creazione di nuove condizioni per il conseguimento di specifiche soluzioni.   Ma prima di procedere con i dati e le riflessioni, va sottolineata la presenza attiva del nostro Distretto ai lavori: almeno 50 soci con consorti e anche amici hanno raggiunto Taranto, guidati dal Governatore Maurizio Marcialis, portando idealmente il saluto di vari club sia dell’Emilia che della Romagna che di San Marino. Particolarmente numerosi erano gli amici dell’Area estense a…sostegno di Maurizio. Il viaggio e il soggiorno apulo-lucano (Bari, Matera, Taranto) della comitiva principale, partita da Bologna, sono stati organizzati – impeccabilmente – dal prefetto distrettuale Terenzio Motta. Il nostro era rappresentato da chi scrive, con Cristina, e da Rino Ghelfi, con Gianna.

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Si diceva di una proposta concreta. La mozione elaborata a conclusione dei lavori dai 13 governatori, e presentata al presidente internazionale (molto soddisfatto Riseley), suggerisce al Rotary international di far conoscere ai club, impegnandoli in un lavoro di coinvolgimento dei soci e delle comunità, i valori e i vantaggi della legge Zampa, emanata dal Parlamento italiano. Si tratta di un provvedimento oggetto di grande approvazione anche da parte dell’Unione europea come ha entusiasticamente affermato Frans Timmermans, vicepresidente della Stessa Unione europea con un videomessaggio non formale e pieno di passione proiettato nel corso dei lavori, che ha definito il provvedimento legislativo italiano “il più avanzato” e dunque quello da prendere come riferimento da parte delle altre assemblee legislative.  La legge Zampa si occupa, in particolare, della protezione dell’interesse del minore migrante, tramite l’istituzione di regole più chiare per la nomina dei tutori con l’istituzione dell’albo dei tutori volontari a cura dei tribunali per i minorenni. La legge dà inoltre la priorità all’affidamento in famiglia quale “principale strada di accoglienza rispetto alle strutture”.   Ma non basta. Indirettamente la Conferenza ha fatto sì che Taranto e la Puglia possano divenire sede di incontri a livello internazionale per affrontare il tema dei migranti, in particolare le madri e i bambini, anche soli. Questa disponibilità è stata annunciata dal governatore pugliese Michele Emiliano.

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Riavvolgendo il nastro, la giornata inaugurale è stata dedicata alla riflessione e alla denuncia, a cominciare da quella del PDG e Board director Francesco Arezzo: “E’ una stagione, questa, piena di contraddizioni, contrassegnata da miopi egoismi nazionali in Europa”. Intanto “Ogni giorno 800 donne muoiono di parto”.  Quanto ai bambini, ha aggiunto il già citato Timmermans, fuggono, spesso soli, dalla guerra e dalla fame e “non di rado subiscono abusi, nuova violenza, prostituzione, schiavismo”. Tutti temi, questi, approfonditi ulteriormente con una bella tavola rotonda coordinata dal giornalista Andrea Garibaldi. Fra i protagonisti, mons. Guerrino Di Tora (presidente della Commissione Cei per le migrazioni) ha espresso il convincimento che fermare le migrazioni sia “un’illusione”. E’, poi, un fenomeno mondiale. “E non si tratta di emergenza”. Il tutto mentre l’Europa, dati alla mano, è sterile, invecchia, è “decadente” e deve rinnovarsi. Inevitabile è allora l’assimilazione che deve però basarsi sul concetto-valore che, di fronte, “abbiamo delle persone e non dei numeri”. I recinti, insomma, sono inutili, ha aggiunto il sottosegretario di Stato Vito De Filippo, e bisogna operare sui piani dell’integrazione e naturalmente della sicurezza. Bombina Santella, presidente del Tribunale dei minori di Taranto, ha presentato gli aspetti più significativi della legge Zampa collegandola alla necessità di un tutoraggio per i tanti minori oggetto di abusi di ogni tipo prima e durante il terribile viaggio verso le coste italiane. Della salute fisica e psicologica dei giovanissimi si è infine occupato Stefano Valle dell’Istituto superiore di Sanità che ha parlato della necessità di operare per una “salute globale”, abbattendo anzitutto il numero dei bimbi che muoiono: “C’è ancora moltissimo da fare: il 40% dei minori del pianeta, ad esempio, non è ancora vaccinato”.   Di grande rilievo anche la tavola rotonda del pomeriggio coordinata dal bravissimo PDG Elio Cerini con la partecipazione degli universitari salentini Antonio Palmisano e Salvatore Colazzo e il presidente del Gruppo Azione rotariana Jan Lucas Ket (25.000 operatori agguerritissimi per realizzare progetti concreti).   La seconda giornata ha visto protagonista, naturalmente, il presidente internazionale Ian Riseley che ha posto in luce la correlazione fra il tema della salute materna e infantile con la pace e, ancora, il rapporto stretto fra i service e lo sviluppo della società. Se è vero, ha riconosciuto, che molti progressi sono stati compiuti, risulta però che in meno di cinque anni 5,5 milioni di bambini siano morti per malattie prevedibili. Bimbi e puerpere a forte rischio, quindi: quale risposta offrire? Istruire le donne all’igiene e alla prevenzione, ha risposto Riseley. Il Rotary può quindi fare molto in questo campo e, più in generale, “per creare un mondo a supporto di tutti”; un mondo più sano, più protetto e “per un futuro più pacifico”.

In precedenza era intervenuto il vescovo di Taranto Filippo Santoro che aveva citato papa Francesco “Il bene ha bisogno di un orizzonte grande”.   Brillantemente coordinata da Francesco Giorgino volto notissimo del TG1, si è poi svolta un’altra tavola rotonda. Fra i relatori il PDG Himansu Basu ha presentato dati agghiaccianti sulle morti di donne e bambini ma ha anche posto in luce l’impegno e le realizzazioni del Rotary sul fronte della formazione. Di grande impatto emotivo – e non solo – è stato infine l’intervento di Pietro Bartòlo, responsabile del presidio ospedaliero di Lampedusa: una vita, la sua, a visitare i migranti sbarcati nella sua isola (decine di migliaia) ma anche, tragicamente, a effettuare esami autoptici per chi non è riuscito a superare indenne la terribile prova. Anni, dunque, di feroce scontro con la realtà, ma anche anni al servizio dell’umanità, in prima linea insomma. Di qui la sua decisione di scrivere un libro “Lacrime di sale”, di partecipare al film “Fuocoammare” e, ora, di girare l’Europa, nei fine settimana, per testimoniare queste spaventose realtà determinate da ostacoli che vanno assolutamente rimossi. “Insieme possiamo cambiare le cose” ha detto alla platea commossa e plaudente dei rotariani.

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La Conferenza ha vissuto anche momenti coreografici, conviviali e ludici. Nel bel teatro Orfeo, che ha ospitato l’evento, si è esibita all’inizio di entrambe le giornate la splendida  “Giovane orchestra jonica” che ha suonato gli inni mentre una ventina di rotaractiani sventolavano festanti le bandiere. La stessa formazione ha poi offerto, nel pomeriggio del sabato, un eccellente concerto di musica contemporanea nelle sale dell’Università Aldo Moro.   Quanto alle cene, di altissimo livello si è rivelata quella di gala, sempre il sabato sera, in una rinomata masseria alle porte della città. Di grande bellezza è anche la location di alcuni pranzi svoltisi nella sede del vicino Circolo ufficiali.   Va poi sottolineata la bellissima mostra dei progetti sociali attuati da tutti i Distretti italiani, ospitata all’interno del suggestivo Castello aragonese. Due i progetti presentati dal nostro Distretto: uno a favore del Nepal e l’altro dello Zambia. 

Da ricordare, infine, l’elegante e simpatico intermeeting fra i Rotary del nostro distretto e il club di Taranto, anche in questo caso in una bella masseria.    Alberto Lazzarini