EVENTI DEL CLUB

15/06/2022: alla Rimessa del Golf si è parlato di digitalizzazione ...

Incontro serale con apericena per ascoltare due importanti relatori che ci hanno raccontato come la digitalizzazione stia cambiando velocemente l’economia e di conseguenza la nostra vita.

Il dott. Fabrizio VECCHIA consulente Azimut, introducendo la serata, ha ricordato come negli ultimi decenni la tenologia digitale abbia cambiato profondamente la nostra vita. Dal modo di telefonare, di trovare le informazioni, di fare acquisti, di andare in banca, di lavorare ecc… In particolare col termine “fintech”si intende la tecnologia digitale applicata alla finanza. Ha dato poi la parola ai due relatori.

Il dott. Fabio NALUCCI. Dopo una esperienza pionieristica nel campo dell’intelligenza artificiale, si è distinto come imprenditore e manager, per poi fondare Gellify che è una piattaforma che investe in start-up innovative e fa consulenza e servizi digitali per le aziende. Oggi, dopo soli 4 anni, impiega già 400 persone ed investe 100 milioni nel campo delle start-up innovative.

Il dott. Marco MONTAGNANI. Dopo una esperienza nel mondo bancario, ha creato l’azienda Step 4 Business che offre servizi finanziari e digitali alle piccole e medie imprese ed ha già una dimensione internazionale.

I relatori hanno presentato vari esempi di come la digitalizzazione trasformi il modo di produrre. Ad esempio invece di vendere un grosso impianto (impianto per produrre sigarette) lo si affitta e viene pagato in base alla produttività. Invece della macchina si vende il servizio.   La tecnologia permette di vedere oggetti in forma tridimensionale senza viaggiare e di fare acquisti dall’ufficio o da casa, come oramai tutti abbiamo sperimentato.

Sono stati fatti altri esempi di come sia possibile ottimizzare la produzione sulle linee in base alle previsioni degli ordinativi (esempio della Magneti Marelli), oppure ottimizzare la produzione dei pezzi di ricambio (esempio della Ducati) in base alla probabile richiesta del mercato senza sovraccaricare il magazzino. Questi dati previsionali si ottengono con l’utilizzo dell’intelligenza artificiale.

Si è toccato il problema dell’occupazione, dei mestieri destinati a scomparire. Ne sorgeranno sicuramente dei nuovi, ma la transizione sarà molto complessa e porterà probabilmente dei problemi sociali che andranno affrontati.

E’ stato fatto anche l’esempio dell’intelligenza artificiale applicata in alcuni studi legali, dove i pareri legali relativi alle cause più semplici vengono fatti in automatico, con un controllo solo formale da parte di un qualunque praticante. Questo argomento ha creato un po’ di scompiglio fra i vari avvocati, nostri soci, presenti!

E’ stato poi approfondito il concetto di “fintech”, nata praticamente nel 2008, che usa algoritmi per indirizzare gli investimenti, ed ha permesso anche di creare banche senza sportelli, dove tutte le transizioni avvengono esclusivamente per via telematica.   E’ seguito un vivace dibattito, che ha messo in luce molte delle problematiche che la transizione digitale porta.  La transizione ha una velocità enorme, è sicuramente inarrestabile, e può creare anche problemi etici non indifferenti, che andranno sicuramente regolamentati. L’intelligenza artificiale si sviluppa autonomamente seguendo però delle finalità imposte dai programmatori umani! Primo Zannoni

20/05/2022: la transizione ecologica

Convegno in presenza Rotary Club di Cento, con i Club di area Estense e Felsinea 1-2; in remoto e-Club Romagna, e-Club 2072 e Rotary EcoClub Milano.

Il nostro socio Giorgio Garimberti ha presentato la serata, da lui organizzata in quanto Presidente della commissione Distrettuale Ambiente.  La serata prevede l’intervento di quattro importanti relatori, tutti soci rotariani!

Dopo il breve intervento di Michele Poccianti che ha portato il saluto del Governatore del nostro Distretto, Stefano Spagna Musso, è stata data la parola al Prof. Fabio Fava.

Fabio Fava, Professore Ordinario presso la Scuola di Ingegneria dell’Università di Bologna in Biotecnologie Industriali ed Ambientali, copre diversi incarichi presso l'Unione Europea.  E’ rotariano del Club Valle del Savena.

Titolo della relazione: Green deal e Bioeconomia per la rigenerazione ambientale, prospettive in Europa ed in Italia.   Il Professore ha ricordato le tesi del Prof. Emerito Vincenzo Balzani (che è stato nostro ospite in una precedente serata).   Il nostro pianeta è una navicella che gira nello spazio con più di 7 miliardi di passeggeri (gli abitanti della terra) che hanno bisogno di risorse,  energia, e che producono rifiuti di ogni tipo.  Gli abitanti continuano ad aumentare ed avranno bisogno sempre più di maggiori risorse, ma la navicella dispone di risorse “finite” ed anche lo spazio dove mettere i rifiuti è “finito”.   Un altro problema è che le risorse non sono distribuite uniformemente nei vari continenti, come pure i consumi e il numero di abitanti.

Secondo i dati degli studiosi, se continuiamo col ritmo attuale, nel 2050 utilizzeremo il doppio delle risorse attuali ed avremo un aumento dl 70% dei rifiuti.   I dati dicono che è possibile ridurre le emissioni senza compromettere lo sviluppo economico.  Ci sono varie cose che bisogna fare che si riassumono nella Economia Circolare:   utilizzare meglio le materie prime, usare di più  le fonti rinnovabili e recuperare i rifiuti. E’ un lavoro fondamentale, l’Europa si è data degli obiettivi ambiziosi : carbon free entro il 2050, ovvero la fine dell’emissione di tutti i gas con effetto serra. Questa economia circolare va attuata sia nell’industria che nell’agricoltura.

Secondo intervento del nostro socio il Prof. Rino Ghelfi.

Professore associato di economia ed estimo rurale alla Università di Bologna.

Titolo della relazione: la rigenerazione rurale e agro forestale.

Il prof Ghelfi ha richiamato i 60 anni di politica europea nell’agricoltura. Stiamo vivendo un periodo di grande disponibilità e varietà di alimenti che non si era mai visto nella storia.   Abbiamo anche degli standard di sicurezza che non hanno paragoni al mondo.

Siamo riusciti a produrre più cibo ed anche migliore! La politica ambientale è molto presente e ben il 40% delle risorse europee per l'agricoltura va in questa direzione.   Negli ultimi 10 anni abbiamo aumentato del 30% la produzione agricola migliorando l’ambiente. In Europa abbiamo un bilancio commerciale agroalimentare molto positivo.   Per quanto riguarda i due paesi attualmente in guerra, la mancata importazione di cereali o semi oleosi non è particolarmente importante per l’Europa, lo è molto di più per la mancata importazione dei fertilizzanti.

Terzo intervento Prof. Maria Cristina Pedicchio in video-collegamento remoto da Trieste.   Professore ordinario di algebra all’Università di Trieste, Presidente dell’Istituto Nazionale di  Oceanografia e Geofisica Sperimentale.  Titolo della relazione: la rigenerazione dell’idrosfera.   Una missione importante che si è data l’Unione Europea è quella di “restaurare mari ed oceani”.   Il mare è fondamentale per la vita sulla terra, innanzitutto regola il clima, poi ci sono i temi  legati ai trasporti, al turismo, alla economia, all’energia, al cibo alla medicina ecc…   Purtroppo però il mare è stato sfruttato in una maniera insostenibile.   Sono state individuate 5 priorità simbolicamente rappresentate dalle punte di una stella marina. Tutela della biodiversità, tema della decarbonizzazione, tema dell’inquinamento, poi la conoscenza e la governance.

La situazione dell’inquinamento marino è molto grave, soprattutto per la plastica, e poi non vediamo tutto quello che si sta depositando nel fondo dei mari!   La professoressa ha poi presentato un volumetto promosso dal Rotary Club Trieste dedicato ai bambini che sarà pubblicato a breve e verrà distribuito nelle scuole dell’infanzia. E’ un libretto educativo sulla tutela dell’ambiente adatto ai bambini.

 

Quarto ed ultimo intervento il Prof. Franco Cotana in video-collegamento da remoto.   Professore ordinario di Fisica Tecnica Industriale all’Università di Perugia. Titolare di innumerevoli incarichi universitari e ministeriali.

Titolo della relazione: transizione energetica, idrogeno sostenibile.

Il professore ci ha mostrato un grafico della variazione della temperatura sulla terra negli ultimi 400.000 anni. Le variazioni sono state molte, da +4 a -9 gradi, ma sempre lente, mai veloci come negli ultimi decenni.

E’ dimostrato che l’aumento della temperatura è collegato all’uso dei combustibili fossili, per questo l’Unione Europea si è posta l’obiettivo di terminarne l’uso entro il 2050; altri paesi (Cina ed India) si sono dati degli obiettivi più avanti fino al 2070.   L’energia viene prodotta da varie fonti, il 20% da rinnovabili, la maggioranza da metano e petrolio. Solo una parte viene trasformata in energia elettrica, la maggior parte viene utilizzata per l’industria, i trasporti ed il riscaldamento.   E’ stato fatto un piano ambizioso per i prossimi 28 anni.  Bisogna aumentare l’efficienza energetica di almeno del 30%. Ci sono grandissimi margini per  aumentare l’efficienza, per esempio riqualificando gli edifici più vecchi, e anche nell’industria si può fare molto.

Più complessa la situazione dei trasporti, se tutte le auto fossero elettriche, la rete di distribuzione collasserebbe perché non avrebbe la potenza per alimentare tutto il parco auto.   C’è da aumentare di molto la produzione di energie rinnovabili, è previsto un aumento del 77%. Per le rinnovabili la parte principale sarà il fotovoltaico, ma ci sono buoni margini per l’eolico, e le biomasse. Le biomasse hanno il vantaggio di essere produttive con più continuità e non sono limitate alle ore solari come il fotovoltaico.

Inoltre c’è l’idrogeno, considerato un vettore energetico. Non si trova libero in natura, come il metano, ma bisogna produrlo utilizzando altra energia.

L’idrogeno si può produrre da varie fonti: biomasse, nucleare, fotovoltaico, eolico; ma oggi viene prodotto in maggioranza dal metano.

Si intende per idrogeno verde solo quello prodotto da energie rinnovabili, il resto viene definito con altri colori.  Per produrre idrogeno si consuma più energia di quella che si ricava usando l’idrogeno prodotto. Ha quindi senso se si produce coi surplus di energia elettrica che altrimenti non andrebbe utilizzata.  Si può produrre anche col biometano ottenuto dalle biomasse. Questo metodo è molto positivo per l’ambiente; gran parte dell’anidride carbonica prodotta con questo sistema viene sequestrata nel digestato che diventa un fertilizzante organico per il terreno.  Il fotovoltaico invece non sottrae anidride carbonica, ed ha anche lo svantaggio di assorbire calore dal sole e contribuire al riscaldamento globale.

L’idrogeno può essere trasformato in elettricità nelle celle a combustibile, che possono essere montate sugli automezzi. Esistono già auto di questo tipo, ma bisogna creare una rete di distribuzione per l’idrogeno, non facile anche per la difficoltà di trasportare questo gas che va mantenuto ad alte pressioni, è volatile e facilmente infiammabile.

Tutti i relatori hanno sottolineato come il Rotary possa avere un ruolo importante nella transizione ecologica, grazie alla sua diffusione internazionale, ed alle molteplici professionalità  dei suoi membri

Alle interessanti relazioni è seguito un vivace dibattito. con varie domande poste dai molti presenti. Primo Zannoni

05/05/2022: la questione demografica in Emilia Romagna

Come cambieranno la popolazione e le famiglie in Emilia-Romagna

Relatori Gianluigi Bovini e Franco Chiarini.

Entrambi laureati in Scienze Statistiche e Demografiche all’Università di Bologna, con incarichi dirigenziali nell’area Programmazione Controlli e Statistiche del Comune di Bologna.

L’argomento della serata è stato di grande interesse: l’andamento demografico nella nostra Regione nei prossimi decenni.

Presenti alla serata la vicesindaca di Cento Vanina Picariello ed il sindaco di Pieve di Cento Luca Borsari

I relatori sono partiti dalle analisi dell’ISTAT (Istituto Nazionale di Statistica) che definisce “inverno demografico” la situazione della popolazione in Italia. Un numero di decessi molto superiore al numero delle nascite; sarebbe come in una azienda dove i costi superano abbondantemente i ricavi! 

I relatori hanno estrapolato dai dati nazionali quelli relativi alla nostra regione.

Ha iniziato la relazione il dott. Franco Chiarini che ha mostrato innumerevoli mappe della Regione con evidenziate tramite colori le varie zone.  I colori rappresentano le differenze fra i vari dati demografici riferentesi agli anni dal 2015 al 2019.   Risulta subito evidente una zona “forte” lungo l’asse della via Emilia che comprende il 44% del territorio ma dove vive quasi l’80% della popolazione regionale.

Le zone meno popolate sono in genere quelle della montagna, ma anche la zona del basso ferrarese, dal capoluogo al mare.

Nei 5 anni considerati, questo fenomeno si è rafforzato.

In Emilia-Romagna ogni 100 decessi nascono 66 bambini, con casi nell’Appennino di sole 38 nascite ogni 100 decessi. Il movimento migratorio ha compensato questo deficit, ma non in modo omogeneo su tutti i comuni; di più nella zona forte, meno nelle altre.

Anche i dati divisi per età evidenziano che le popolazioni più anziane sono percentualmente maggiori nelle zone più marginali, al solito la montagna, soprattutto fra Piacenza e Parma, ed il ferrarese.  Partendo dai dati attuali si vede che fra 15 anni per 100 persone che usciranno dal mondo del lavoro ne entreranno solo 61.

Il dottor Gianluigi Bovini, ha proseguito la relazione ed ha mostrato le previsioni dei prossimi anni partendo sempre dai dati ISTAT.   Ha precisato che le previsioni sulla demografia, a meno di eventi catastrofici, sono stabili perché, a differenza dell’economia (sottoposta a variazioni più imprevedibili), nascite, morti e immigrazioni sono facilmente tracciabili.

L’ ISTAT per i prossimi 10 anni prevede in Emilia-Romagna una popolazione sostanzialmente costante (con un piccolissimo aumento) a differenza delle altre regioni italiane che sono previste tutte in calo.

Sono previsti cali molto forti soprattutto nel mezzogiorno. Questo calo, oltre alla diminuzione delle nascite, è dovuto anche al flusso migratorio dei giovani dal sud verso il nord.

Nella nostra Regione, passato lo shock della pandemia, che ha causato quasi 10.000 morti in più nel 2020, il rapporto fra nati e morti dovrebbe stabilizzarsi e la notizia positiva è che la durata della vita in Italia, ed in particolare nella nostra regione, è la più alta al mondo assieme al Giappone.

L’Emilia-Romagna rimane attrattiva per l’immigrazione compensando così la differenza fra nascite e morti, ma diminuirà l’immigrazione interna dal sud Italia, perché diminuirà il bacino di giovani meridionali, ed è prevista invece in aumento quella dall’estero.

La tendenza per i prossimi 10 anni è una diminuzione importante di bambini, ed un aumento consistente di anziani. Ci sarà anche una diminuzione di adulti in età lavorativa, non compensata sufficientemente dall’immigrazione.

Nel 2030 in tutta la Regione avremo mediamente 250 anziani ogni 100 bambini. Questo valore è già presente ora per le zone montane e per la provincia di Ferrara!   Per la provincia di Ferrara (escluso per la zona di Cento) è previsto un calo di popolazione addirittura del 7-8% in 10 anni.

L’Istat ha previsto pure la tendenza fino al 2070. E’ previsto un crollo demografico nel mezzogiorno. Secondo l’Istat potrebbe avere 7 milioni di abitanti in meno. L'Italia nel suo complesso potrebbe passare da 60 milioni di abitanti attuali a 46 milioni. Le regioni che reggerebbero di più sarebbero l’Emilia-Romagna e la Lombardia.

Notizia positiva: la vita media arriverebbe per gli uomini a 86 anni e per le donne a 89.

Sono numeri importanti che pongono molti problemi soprattutto alle istituzioni che si troveranno ad affrontare queste realtà.

E’ seguito un vivace ed interessante dibattito; su come si potranno affrontare questi cambiamenti epocali, sull’impatto che potrà avere l’automazione nell’industria e la rivoluzione digitale nella vita di tutti. Primo Zannoni

21/04/2022: Le Fondazioni Bancarie