EVENTI DEL CLUB

26/02/2026: VISITA ALL’HANGAR DEL GRUPPO “MAZALORA”

19/02/2026: INCONTRO CON CLEMENTE INGENITO

Ospite della serata una persona eccezionale. Clemente Ingenito originario di Roma, ora residente a Maranello, ha avuto una carriera veramente fuori dal comune. Appassionato di aerei fin da bambino, ha conseguito il brevetto da pilota giovanissimo, poi si è arruolato nella Marina Militare frequentando l’Accademia Navale di Livorno. Dopo aver vinto un concorso per ufficiali piloti, parte per gli Stati Uniti dove frequenta la scuola per piloti della Marina Americana. Scuola molto dura e selettiva che riesce a superare ed a diventare pilota degli aerei della marina, quelli che atterrano sulle portaerei (si dice “appontaggio”). Ci ha mostrato un video preso dalla cabina dell’aereo dove si vede dall’alto la portaerei piccolissima che si avvicina velocemente e poi viene centrata con precisione per l’atterraggio, nonostante il movimento della nave e del mare; veramente impressionante. Dopo l’esperienza americana è tornato in Italia ed ha svolto diverse missioni con la Marina Militare Italiana: nella guerra del Golfo, in Somalia, Albania e Kossovo. Attualmente è diventato pilota civile, comandante di Airbus per la compagnia ITA Airways. Si è anche laureato in psicologia.

E’ stato presidente del Rotary Club di Sassuolo, assistente del governatore ed attualmente è responsabile regionale e consigliere nazionale per il programma dello scambio giovani RYE.  Ha svolto una relazione profonda e coinvolgente, mettendo in primo piano i valori che fanno crescere le persone, con particolare attenzione ai giovani.   Ha evidenziato i valori del Rotary: l'amicizia, l'integrità, la diversità, la leadership, il service. Valori importanti da trasmettere soprattutto ai giovani. I giovani vanno coinvolti con esempi di vita e bisogna trovare il modo di "volare insieme".  Il mondo è fatto di instabilità, come lo è il movimento del mare, il movimento non si combatte, ma è un'informazione di cui tenere conto. Dobbiamo ricordare che non siamo soli, ma è il lavoro di squadra che ci permette di volare. Ha poi parlato del coraggio. Il coraggio nasce dalla responsabilità di sapere cosa si può fare, serve la preparazione e la conoscenza delle regole. Il coraggio non esclude la paura; diffidare di chi dice che non ha mai avuto paura. Il primo passo è un atto di fiducia, poi bisogna avere una squadra, non rimanere da soli ed occorre la capacità di "provare". Importante è l'addestramento e fare esperienze. Ci ha raccontato di quanto fosse duro l'addestramento nella base americana, anche fatica fisica, come ad esempio nuotare per un miglio con addosso la tuta da pilota.  E' poi importante conoscere i propri limiti, che non vanno superati, ma che grazie all'esperienza si possono migliorare. 

Il rischio maggiore per il pilota è quello di non capire cosa si sta facendo. E' poi fondamentale la comunicazione con i piloti, è importante la voce ed anche il tono che si usa. La torre di controllo rimane un punto di riferimento importantissimo, è la guida fondamentale. Ci ha poi raccontato il valore del "debriefing". Dopo ogni esercitazione od intervento, ci si trova tutti in una sala per discutere di come è stato svolto il lavoro. Questo non per colpevolizzare o criticare qualcuno, ma per discutere come imparare da quello che è successo e come possibilmente migliorare le prossime operazioni.  Durante tutta la relazione ci ha mostrato bellissimi filmati con atterraggi, decolli e voli degli aerei sui quali ha lavorato.

Il nostro ospite ha anche molto insistito sull'importanza del programma di scambio giovani del Rotary, che permette ai partecipanti di crescere le proprie conoscenze, imparare le diversità e contribuisce a diffondere la pace fra i paesi.

Il relatore ha anche pubblicato 2 libri. "Piloti di sé stessi" e "Fly Buddy in volo con Balù", di cui aveva portato diverse copie che sono andate a ruba!  Il primo libro racconta in modo appassionante le sue esperienze di pilota, il secondo è un romanzo legato alle sue esperienze di vita.

Dopo i meritati applausi è seguito il dibattito, e tutti si sono complimentati col relatore ed hanno proposto di continuare a diffondere queste esperienze di vita e farle conoscere il più possibile, anche nelle scuole.    Primo Zannoni

12/02/2026: LA BOTTEGA DELL’IMPRENDITORE GUERCINO

 Una serata dedicata all’ ”azienda” della massima gloria centese

Relatrice Barbara Ghelfi – Il ruolo del “Libro dei conti”.

Dell’imprenditore Guercino (sì, non è un errore), titolare di un’avviatissima bottega d’arte in pieno ‘600, si è parlato giovedì scorso nell’affollato interclub con gli amici del San Giorgio di Piano alla presenza di alcuni importanti ospiti, a loro volta grandi esperti del nostro Giovanni Francesco Barbieri, come Fausto Gozzi già direttore dei musei centesi e Gianni e Cristina Fava noti collezionisti d’arte.  A descrivere la feconda e poco conosciuta attività della Bottega guerciniana era stata chiamata Barbara Ghelfi docente di arte all’Università di Bologna, ben conosciuta e apprezzata esperta della pittura (e non solo) dell’età barocca, autrice di molte pubblicazioni scientifiche e relatrice in seminari e congressi. Accanto a lei il presidente del club Luca Bergonzini che ha presentato la principale ospite della serata e Salvatore Amelio che ha introdotto i lavori facendo anzitutto riferimento al “Libro dei conti”, documento davvero fondamentale, prezioso, per conoscere l’attività del Guercino e dei suoi collaboratori, pubblicato nel 1997 dalla Fondazione CariCento. E’ difficile, oggi, trovarne delle copie: ce ne sono ad esempio su EBay ma a un costo superiore a 100 euro.

Dunque la bottega del Guercino: la Ghelfi ha ricordato come fosse organizzata al pari di una vera e propria azienda che produceva quadri (con soggetti diversificati, come vedremo) e che aveva la punta di diamante naturalmente in Guercino, ma affiancato da altri grandi artisti a cominciare dai suoi parenti, i Gennari, e dal fratello Paolo Antonio che, in più, ebbe un compito extra di primo piano: gestire il citato ”Libro dei conti”; lo fece dal 1629 al 1649, anno in cui morì; dopo, fino al 1666, fu lo stesso Guercino ad aggiornarlo. Nel documento venivano indicati, in particolare, gli ordini eseguiti, i committenti, i soggetti dell’opera e il compenso ricevuto. Appunto i conti: Guercino pare fosse molto… sensibile al tema. Non divenne mai ricco ma certamente benestante e investì in terreni attorno a Cento dove a lungo ebbe la sede operativa per poi spostarla a Bologna dopo aver operato in gioventù anche a Roma al seguito del papa bolognese Gregorio XV Ludovisi, suo protettore. Grazie al libro (che Denis Mahon, massimo studioso del Guercino, teneva sempre con sé), si hanno quindi notizie certe di centinaia di opere dell’artista e della bottega. Ciononostante altri quadri non vennero annotati, ha rilevato la Ghelfi: ad esempio quelli donati, o quelli non consegnati o, ancora, le opere destinate alla famiglia o addirittura alcuni quadri dimenticati. Infatti ci sono altri documenti che attestano queste realizzazioni “aggiuntive”. Di rilevo, poi, il tema della diversificazione: le opere avevano come soggetto un paesaggio, oppure una natura morta o magari una figura o una pala d’altare a carattere sacro. E i vari pittori della Bottega (anche una quindicina) si specializzavano in un particolare genere. Spesso venivano effettuate anche copie, richiestissime. Guercino intanto dirigeva, dipingeva e disegnava, sempre e ovunque: una passione nata da un talento straordinario che ha fatto germogliare altre indiscusse professionalità.

Nel corso dell’incontro, molto apprezzato, ha fatto l’ingresso nel club il nuovo socio Simone Bulleri, ingegnere, dirigente d’azienda, già ottimo giocatore di basket. Benvenuto Simone!   Alberto Lazzarini

10/02/2026: IL FUTURO DELL'INDUSTRIA TECNOLOGICA IN EMILIA ROMAGNA

Dopo l'introduzione di Giovanni Leporati, Presidente del Club ospite, "San Giorgio di Piano - Giulietta Masina", ha preso la parola Vincenzo Colla, Vicepresidente dell'Emilia Romagna, con deleghe a: sviluppo economico, energia, formazione professionale, Università e ricerca.  Il relatore per prima cosa ha posto l'accento sulla inedita situazione geopolitica in cui ci troviamo, che impatta pesantemente anche sulla situazione economica. Ha ricordato che le sanzioni contro la Russia hanno avuto un impatto negativo ad esempio sull'industria della moda, come pure un impatto negativo sulla nostra economia lo causa l'introduzione di nuovi dazi da parte degli Stati Uniti; ma in questo caso gli effetti si possono attutire perché produciamo prodotti di alta qualità che hanno meno concorrenza. Più preoccupante è la concorrenza della Cina che, con il rallentamento dell'esportazione verso gli USA, riverserà nel nostro continente moltissimi prodotti che ora non sono più, come in passato, di basso valore, ma sono prodotti tecnologicamente avanzati che inoltre vengono venduti a prezzi super concorrenziali. In queste condizioni l'Europa deve fare una svolta importante. Deve conseguire una sovranità tecnologica, senza la quale si avrà una decadenza generale che inciderà anche sul welfare e sulla tenuta democratica. Per fortuna qualcosa si sta muovendo, si comincia a parlare di "Bussola Competitiva" i cui componenti principali sono: autonomia chimica, autonomia acciaio, energia, intelligenza artificiale, competenze, medicina e farmaceutica. Per ottenere questo, come ha detto anche Mario Draghi, occorrono almeno 800 miliardi che si possono recuperare, non certo dai bilanci dei singoli paesi, ma dal mercato finanziario europeo, come è stato fatto col PNRR.

L'Emilia Romagna è una regione votata all'esportazione che produce un valore aggiunto importante, ma dobbiamo tenere presente il rischio che rappresentano le grosse industrie tecnologiche della famosa "Silicon Valley". Per esempio l'azienda Nvidia ha un capitale di 3000 miliardi che supera il pil dell'Italia, ma che è ottenuto con solo 800.000 dipendenti, mentre il nostro pil è ottenuto da 24 milioni di occupati. Amazon, oltre alla distribuzione, sta cominciando a produrre in proprio. In queste condizioni il pericolo dell'effetto schiacciamento è reale ed è l'Europa nel suo insieme che deve reagire, l'Italia da sola rimane un puntino nel mondo. Per fortuna nella nostra regione abbiamo anche fattori molto positivi, ad esempio il Tecnopolo dove c'è il più grande computer europeo per lo studio del clima, poi il progetto Leonardo del Cineca, supercomputer per l'Intelligenza Artificiale orientata al manufacturing. Un investimento di 430 milioni, metà proveniente dall'Europa. Anche grazie a queste capacità è arrivata a Bologna l'Università dell'ONU (ce ne sono solo14 al mondo). L'assessore ha poi posto l'accento, visto anche la demografia piatta, sulla necessità di trattenere ed anche fare rientrare le migliaia di giovani, in gran parte diplomati o laureati che vanno a lavorare all'estero e quindi fornire le condizioni per il ritorno, oltre a quelle economiche anche quelle abitative; la Regione sta investendo sul recupero di stabili abbandonati e si propone gli strumenti per incentivare la messa sul mercato delle migliaia di case sfitte che esistono. 

Secondo intervento, Daniele Vacchi Direttore Corporate Communication del gruppo IMA e Presidente Associazione Museo del Patrimonio Industriale di Bologna. Daniele Vacchi è Director della Fondazione ITS Maker. Si è dilungato a parlare degli ITS che è l'acronimo di "Istituti Tecnici Superiori". Sono scuole biennali di formazione per materie tecniche, hanno una durata di circa 2000 ore e prevedono un tirocinio presso le aziende. Si accede a questi corsi con un diploma di scuola media superiore. Molti degli insegnanti provengono dalle aziende, e i diplomati di questi corsi trovano una occupazione molto facilmente, spesso nelle stesse aziende in cui hanno fatto il tirocinio. La produzione meccanica è per l'Emilia Romagna il principale produttore di ricchezza. Le macchine automatiche, di cui l'Emilia Romagna è uno dei primi produttori mondiali, vengono esportate in tutto il mondo. Ora si pone la necessità di un salto di qualità. Oltre alla meccanica bisogna applicare i sistemi digitali per mantenere il controllo da remoto delle macchine. I servizi digitali, saranno il cuore dei prossimi prodotti.

E' seguito un intenso dibattito in cui si sono approfonditi alcuni aspetti, fra i quali anche le frizioni che ci sono state fra ITS ed Università, in quanto talvolta le Università hanno visto gli ITS come concorrenti che potevano sottrarre degli studenti. In realtà occorre una collaborazione maggiore perchè entrambe le istituzioni hanno i loro meriti e le loro aree di intervento. Primo Zannoni