Serata a sorpresa. Il relatore previsto, Prof. Fabio Caputo, non è potuto essere presente per un impedimento dell’ultima ora, così è stato brillantemente sostituito dal nostro presidente, il Prof. Giorgio Zoli, che sappiamo essere uno dei massimi esperti per le malattie dell’intestino.
Il Prof. Zoli, ci ha parlato dei problemi relativi all’abuso dell’alcol, inserendoli in una più ampia relazione sul rapporto fra alimentazione e salute. Ha iniziato mostrandoci la famosa “piramide alimentare” che alla base (larga) mostra gli alimenti che si possono mangiare senza limitazioni, ed alla cima (stretta) gli alimenti da assumere solo saltuariamente. Così alla base ci sono: l’acqua, che si può bere senza particolari limiti, verdura e frutta; salendo ci sono cereali (preferibilmente integrali) e patate, ancora più su pesce e uova, carne rossa non più di una volta alla settimana, in cima alla piramide ci sono zuccheri, merendine dolci ecc… quello che viene chiamato junk food (letteralmente cibo spazzatura).
I disturbi intestinali sono molto diffusi. In genere sono disturbi funzionali, si parla genericamente di colon irritabile, colite, colite spastica. Sono difficili da curare e spesso la cura si basa sul controllo dell’alimentazione. I diverticoli sono delle piccole sacche che si formano nel grosso intestino. Se si infiammano generano la diverticolite che crea molti disturbi. La dieta dei paesi occidentali, carente di fibre, favorisce lo sviluppo di questi problemi, che invece sono praticamente assenti nei paesi in via di sviluppo. Dopo qualche cenno sulle malattie croniche dell’intestino, siamo passati a parlare di alcol. Il 70% viene assorbito nello stomaco, il rimanente fra duodeno ed intestino. Per rallentare l’assorbimento di alcol occorre avere lo stomaco pieno, cioè, in pratica, avere mangiato. L’alcol viene poi metabolizzato nel fegato. Se tutto va bene si trasforma in acqua ed anidride carbonica. Se l’alcol è troppo rimane l’etanolo che crea i fenomeni di ubriacatura. C’è da dire che le donne, per un fattore genetico, hanno la capacità di metabolizzare l’alcol che è la metà rispetto agli uomini, a parità di peso. Il livello di alcol nel sangue viene calcolato in grammi/litro. Con 0,2 (meno di un bicchiere di vino) la guida dell’auto è già più rischiosa, con 0,4 si riduce la percezione mentale, con 0,5 si riduce la capacità visiva laterale e via peggiorando, con 1 si hanno euforia e disturbi psicomotori, da 2 a 3 ubriachezza profonda, a 3,5 si ha alcolemia mortale! L’alcol causa un’alta percentuale di incidenti stradali, ma anche incidenti sul lavoro. L’alcol causa la pancreatite acuta o cronica, molto dolorosa. Con l’abuso si possono poi avere danni all’esofago ed all’intestino.
Quanto è l’alcol contenuto all’interno delle bevande? Birra sul 5%, vino da 10 a 13, aperitivo 18, amaro 30, liquori vari sul 40%. Una unità alcolica, per definizione, equivale a 12,5 grammi di alcol, corrispondenti ad una birra, oppure un bicchiere di vino, od un bicchierino di superalcolico. Il livello di consumo moderato sarebbe di 2 unità giornaliere per gli uomini e la metà per le donne. In definitiva per la salute l'alcol andrebbe completamente evitato. Sulla nostra salute naturalmente influisce lo stile di vita, l'obesità, il fumo e soprattutto il nostro genoma, ovvero i nostri geni. E' seguito un vivace dibattito, diversi interventi hanno insistito sul fatto che le malattie non sono causate solo dall'alcol, ma da moltissimi altri fattori, dai medicinali alle radiazioni nucleari! Inoltre sono state fatte osservazioni sulla validità delle metodologie per valutare gli effetti sulla salute, soprattutto quando si basano solo su formulari distribuiti alle persone sotto test.
Per fortuna, per sollevare un po' l'umore degli amanti del vino, alla fine è intervenuto anche il nostro socio, l'eminente cardiologo Prof. Paolo Alboni. Paolo ci ha spiegato che esistono molti studi che dimostrano che l'uso dell'alcol (naturalmente non l'abuso!) aiuta a mantenere più sano l'apparato cardiocircolatorio, diminuisce la probabilità di infarto, ed in parte anche di ictus.
Alla fine, col suono della campana e ringraziando il nostro relatore, si è chiusa l'interessantissima serata. Primo Zannoni