Mercoledì sera ci siamo incontrati ospiti nella Villa Ludergnani nei pressi di Sant'Agostino. E' stato bello ritrovarci al tradizionale incontro di fine estate, dopo che l'anno scorso non si era potuto fare causa covid.
L'ospitalità della padrona di casa sig.ra Carla e del figlio Matteo con la moglie Beatrice, è stata come sempre squisita. Abbiamo poi apprezzato un buffet vario ed abbondante accompagnato da ottimo vino.
Il nostro Presidente Carlo Negrini ha presentato l'importante relatore della serata: il giornalista e critico muiscale Alberto Mattioli.
Nativo di Modena è giornalista del quotidiano La Stampa, esperto di musica, in particolare di Opera Lirica, ha scritto diversi libri fra cui: Pazzo per l'Opera, meno grigi più Verdi, il Gattolico Praticante.
Il relatore ci ha coinvolti subito con la sua passione e la grande conoscenza del mondo della lirica, attirando l'attenzione e l'interesse di tutti i presenti.
Ha cominciato dall'origine dell'opera lirica, facendoci ascoltare un pezzo musicale, l'Orfeo del musicista Monteverdi del 1607 che rappresenta il primo capolavoro di 4 secoli di melodramma. Considera quella del melodramma una invenzione geniale degli italiani esportata poi in tutto il mondo.
Il melodramma agli inizi veniva eseguito solo nelle corti dei nobili. E' un tipo di spettacolo molto costoso, con tante persone coinvolte: musicisti, cantanti, costumisti, arredatori. Nel 1637 a Venezia si inventa il teatro pubblico a pagamento. L'opera esce dalle corti e viene resa disponibile ad un pubblico più vasto. Il relatore però ci tiene a sottolineare che l'opera rimane sempre (anche oggi) uno spettacolo antieconomico, i cui costi non possono essere coperti dai soli biglietti, ma necessita di finanziamenti da sponsor privati od istituzionali.
L'opera italiana ottiene nei due secoli successivi un grandissimo successo in tutto il mondo.
Teatri d'opera sorgono nelle principali città del mondo e l'italiano viene usato e capito in questi teatri. Naturalmente non è l'italiano dei nostri poeti e scrittori, ma l'italiano dei libretti d'opera. La lingua italiana diventa la lingua ufficiale per l'opera in tutto il mondo; Hendel e Mozart scrivono opere in italiano.
Abbiamo ascoltato un pezzetto dell'opera Idomeneo di Mozart, che è stata definita come opera europea; scritta da un austriaco, cantata in italiano, soggetto francese, orchestra tedesca! E' successa una cosa strana, questo spettacolo complicato, nato in ambienti aristocratici, parlato nell'italiano dei libretti, che non è la lingua popolare, diventa patrimonio di tutti, al di là della classe sociale e dell'istruzione. Diventa arte nazional popolare. La costruzione del teatro tipico italiano rappresenta fisicamente questo fenomeno, con i palchi per la nobiltà, la platea per la borghesia e galleria e loggione per i popolani.
L'intera vita sociale si svolgeva nei teatri, anche per motivi pratici: riscaldamento e luce erano gratis! Il teatro era il centro della vita mondana e ci si andava quotidianamente, non solo per lo spettacolo, ma anche per mangiare, giocare a carte, discutere.
Abbiamo ascoltato un brano di un famoso quartetto dal Rigoletto di Verdi.
L'opera è stata anche l'unico sistema di ascesa sociale, persone di umili origini, come lo furono ad esempio Rossini e Verdi, divennero famosissimi e ricchi.
L'attività dell'Opera va in crisi all'inizio del 900, per una serie di motivi, fra i quali la nascita del cinema e poi della televisione. Sistemi semplicemente più economici e facili da rappresentare.
La contraddizione è che l'Opera nel mondo non è mai stata così viva e diffusa come oggi, dalla Cina agli Emirati Arabi, alle Americhe.
Un altro motivo per cui l'Opera in Italia è in crisi, è il fatto che non riesce a rinnovarsi, è come ingessata, la gente vuole vedere sempre le stesse cose fatte allo stesso modo. Se si riesce a far reagire questo patrimonio con la contemporaneità, scopriamo l'attualità dei personaggi. Inoltre l'Opera comprende tutte le arti: la musica, il canto, il balletto, la prosa , la pittura, l'architettura. Per concludere l'Opera è un pezzo della nostra identità nazionale e può tornare ad avere l'importanza che ha avuto in passato. Dopo la sua interessante e seguita conferenza, il relatore ha risposto a varie domande tenendo incollati tanti ascoltatori, incuranti del freddo che si cominciava a sentire! Primo Zannoni