Un parco per ricordare Caterina. Si concretizza, sia pure lentamente, il sogno della famiglia Novi che consentirà alla popolazione centese di fruire di un’area boschiva interna alla città. Di questo significativo “progetto di comunità” si è parlato l’altra mattina nel corso di un partecipato incontro promosso…sul campo dal Rotary di Cento (presidente Carlo Negrini) con la stessa famiglia Novi che ha narrato una storia esemplare con un futuro ancora da scoprire per intero ma ricco di opportunità. La vicenda ha origine pochi anni fa quando i Novi (imprenditori centesi con azienda per il trattamento delle acque a Castello d’Argile) decisero di acquistare a un’asta fallimentare un’area, molto nota in città, a lungo sede della Siaca stabilimento di arte grafica, in via Ferrarese: 50.000 metri quadrati quasi tutto a bosco se non i 3.000 metri costruiti. Dunque un bosco – anzi un parco - da destinare alla fruizione pubblica, dedicato alla loro giovane e bellissima figlia scomparsa prematuramente. Il “parco Caterina” – così si chiamerà – sarà gestito da una fondazione cui potrebbero aderire anche realtà pubbliche e private. E’ davvero un parco speciale, ha spiegato guidando il gruppo Michele Novi, fratello di Caterina, “qui si potranno svolgere attività compatibili con il rispetto dell’ambiente”. Ecco allora che numerosi sono i contatti in corso con associazioni ed enti della zona finalizzati a organizzare iniziative, con tanto di sedi o punti di appoggio, a vantaggio di bambini e disabili, adolescenti e anziani. All’ombra delle querce e degli olmi, seduti davanti al laghetto, magari in compagnia degli scoiattoli e in ascolto del canto di mille uccelli si potranno sviluppare attività di formazione e di svago, compresa l’orticoltura destinata a integrarsi con iniziative gastronomiche da proporre sempre all’interno di questo “bosco integrale”. E c’è anche un progetto di B&B in parte legato al mondo della disabilità e in parte all’imprenditoria privata. Sono già molti, come si diceva, i contatti in corso e altrettante le manifestazioni di interesse. Se le cose andranno come si spera, anche il teatro “Borgatti” e i giovani del “Don Zucchini” vi organizzeranno eventi. Va da sé che il recupero totale dell’area comporterà un costo non indifferente che è oggetto di varie riflessioni. In ogni caso il sogno di un “bosco urbano” con molte probabilità riuscirà a trovare la migliore soluzione trattandosi di un’opportunità davvero unica per una comunità attiva e lungimirante come quella centese. Alberto Lazzarini
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